Massimo Di Cataldo, il legale: “False le foto delle percosse”

Murale contro la violenza sulle donne (PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE  - Getty Images)
Murale contro la violenza sulle donne (PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE – Getty Images)

Colpo di scena al processo che vede imputato per maltrattamenti il cantante Massimo Di Cataldo, accusato dalla ex compagna, Anna Laura Millacci, che nel luglio 2013 mise su Facebook alcune foto in cui mostra lividi in volto e anche un feto morto, accompagnate da questa didascalia: “Queste foto che ho postato sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne. Ci sono donne che ogni giorno subiscono violenze e continuano a perdonare. Io il signor Di Cataldo, faccia d’angelo e aspetto da bravo ragazzo l’ho perdonato tante volte”.

In queste ore, l’avvocato di Di Cataldo, Daniele Bocciolini, ha depositato una consulenza fotografica che non esclude che le foto pubblicate siano false. La perizia dei consulenti della difesa rivelerebbe infatti la mancanza di compatibilità tra il sangue fotografato sul volto e le ferite che la donna riferisce di aver riportato. Sarebbero inoltre state rilevate discrepanze temporali tra le foto della donna ferita e altre foto apparse su Facebook, in cui la Millacci non ha alcun segno sul volto. Inoltre, pare che la stessa sera del litigio, questa abbia partecipato a una festa e anche in questo caso non avrebbe avuto alcuna ferita in faccia.

“Sono convinto che emergerà una volta per tutte la piena innocenza del mio assistito che è stato sottoposto ingiustamente a una vergognosa gogna mediatica e, per questo, non lavora più. Se si dimostrerà che le accuse sono false, chi ha sbagliato pagherà”, ha affermato l’avvocato Bocciolini, sottolineando inoltre: “Si parla molto di violenza di genere, ma ci dimentichiamo l’altro lato della medaglia: il dramma che vivono certi uomini come i padri separati per colpa di alcune donne”. Se la tesi delle foto false venisse accreditata, la Millacci rischia la denuncia per calunnia e simulazione di reato.

Nel marzo scorso, il pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per il cantante Massimo Di Cataldo dall’accusa di procurato aborto, basandosi sull’esito della perizia medico legale al quale la Millacci si era sottoposta a gennaio. A ottobre era arrivato l’accoglimento dell’istanza da parte del gip del Tribunale di Roma, Elvira Tamburelli, che teneva però in piedi quella per maltrattamenti.

GM