Pakistan, attentato a moschea: 50 morti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:05
Pakistan
(Farooq Naeem/Getty Images)

Cinquanta morti e altrettanti feriti. E’ questo il prezzo di questo venerdì di preghiera in Pakistan. L’attentato è avvenuto contro una moschea sciita nella provincia del Sindh, Pakistan meridionale. Fonti locali parlano di un bilancio che potrebbe aggravarsi, viste le condizioni critiche in cui versano molti altri feriti. Secondo testimoni un uomo con una borsa è entrato nell’edificio, poco prima dell’esplosione, ma non è chiaro se abbia lasciato una bomba o se si sia fatto esplodere. Al momento dell’esplosione, circa 600 persone erano riunite per le preghiere del venerdì. A memoria d’uomo, quello di oggi è il più sanguinoso attacco religioso in Pakistan da un anno a questa parte, in un’area, quella meridionale, raramente colpita dalla follia della violenza confessionale. La strage è stata rivendicata da Jundullah, gruppo di Talebani schieratosi da tempo con i jihadisti dello Stato Islamico che controllano parte della Siria e dell’Iraq. La minoranza sciita, che rappresenta circa un quinto della popolazione complessiva del Pakistan, è da tempo oggetto di attacchi sanguinosi che negli ultimi tre anni hanno provocato più di ottocento vittime. Nelle stesse ore dell’attentato, il premier pakistano Nawaz Sharif era in visita a Karachi, capoluogo della provincia del Sindh, per seguire di persona all’esecuzione del Piano di azione nazionale antiterrorismo.

CM