Vincenzo Iaquinta (PATRICK HERTZOG/AFP/Getty Images)

Vincenzo Iaquinta (PATRICK HERTZOG/AFP/Getty Images)

E’ in corso a Quattro Castella, comune di circa 15mila abitanti in provincia di Reggio Emilia, una perquisizione dei carabinieri a casa di Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della Juventus e dell’Udinese, oltre che della nazionale azzurra campione del mondo di calcio nel 2006. La perquisizione è stata disposta dalla Dda di Bologna e rientrerebbe nelle indagini riguardanti l’operazione ‘Aemilia’, che ha portato a 117 richieste di custodia cautelare, sette delle quali ancora non recapitate a soggetti irreperibili, e oltre duecento indagati soltanto in Emilia-Romagna.

Tra le persone finite in manette la scorsa settimana, anche Giuseppe Iaquinta, padre dell’ex calciatore nato a Crotone e ritiratosi dal calcio giocato a giugno 2013. L’uomo è un imprenditore edile già in passato messo all’indice per sospetti rapporti con le famiglie della ‘ndrangheta attive in Emilia. La maxioperazione, che ha portato ad altri 46 arresti in parallelo in altre Regioni italiane, riguarda la capacità della mafia calabrese di infiltrarsi al Nord e in particolare nelle gare di appalto per la ricostruzione  post-terremoto.

Da quanto si apprende Vincenzo Iaquinta sarebbe indagato per detenzione abusiva di armi: due pistole, infatti, una calibro 38 e una calibro 7,65, regolarmente detenute dall’ex calciatore della nazionale, sono state invece rinvenute ieri, in un’altra perquisizione, in una cassaforte, occultata in un sottoscala nel seminterrato, a casa del padre, che però aveva un precedente divieto a possederle. Per questo motivo, Iaquinta figlio è stato indagato in concorso con il genitore.

Secondo il giudice, “pur non essendo coinvolto nella consumazione di reati fine, Giuseppe Iaquinta è un soggetto di rilievo all’interno dell’organizzazione criminale. Egli, innanzitutto, è in stretto contatto con i vertici dell’associazione”. Inoltre sono accertate “frequentazioni con Grande Aracri Nicolino e nel luglio 2011 dopo un summit in Cutro a cui ha partecipato anche Gualtieri Antonio, è stato coinvolto nel progetto di realizzazione di un pool di imprese reggiane (vicine o contigue al sodalizio) per andare ad acquisire importanti appalti nella zona di Cutro o comunque in Calabria”.

 

GM