Obama conferma la morte della ragazza ostaggio dell’Isis

Barack Obama Isis
Barack Obama (Drew Angerer-Pool/Getty Images)

Kayla Jean Mueller, la cooperante americana da tempo ostaggio dell’Isis in Siria, è morta. Stavolta la notizia non arriva dagli jihadisti del Califfato islamico, che ne avevano annunciato la morte la scorsa settimana indicandone la causa nei bombardamenti giordani, ma dal presidente Usa Barack Obama e dalla famiglia della vittima. A diffondere la news è stato il network americano CNN. Kayla era stata rapita il 4 agosto 2013, ma i genitori nutrivano tutti i giorni la speranza di poterla rivedere. In questi quasi due anni, la famiglia, originaria dell’Arizona, si era rivolta direttamente ai terroristi, chiedendo loro le prove sul sequestro della ragazza. Queste le loro parole di oggi:”Con il cuore infranto, dobbiamo condividere che abbiamo avuto la conferma che Kayla ha perso la vita”. Nell’agosto del 2013, subito dopo il rapimento, la famiglia Mueller aveva ricevuto una richiesta di riscatto milionaria, si parla di circa 7 milioni di dollari. In seguito le trattative si arenarono fino al febbraio scorso, quando nella loro casa dell’Arizona giunse una lettera scritta dalla ragazza di suo pugno: diceva di essere in buona salute.

Oggi, invece, i Mueller non hanno ricevuto una lettera, ma la foto del cadavere della ragazza. Resta ancora da chiarire come sia morta, quando, e chi l’abbia potuta uccidere. Nei video di propaganda Isis, la ragazza non è mai apparsa, a differenza degli altri ostaggi occidentali. Anche l’amministrazione Usa è sempre stata molto ermetica sulla vicenda, non lasciando trapelare quasi per nulla informazioni sul caso. Il presidente Obama, subito dopo la conferma della morte della ragazza ha manifestato pubblicamente il suo cordoglio ai familiari e alla nazione: “Troveremo i responsabili del sequestro e della morte di Kayla e li porteremo di fronte alla giustizia. Io e mia moglie Michelle rivolgiamo le nostre più profonde condoglianze alla famiglia di Kayla, in questo momento di inimmaginabile sofferenza, il Paese si unisce al loro dolore”.

CM

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