Legge islamica in Indonesia: obbligo di verginità per le studentesse

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Studenti indonesiani (Robertus Pudyanto/Getty Images)

In Indonesia se una ragazza delle scuole superiori vorrà proseguire gli studi e diplomarsi dovrà essere ancora vergine. Questa la proposta del governo locale della città di Jember. Il prgetto delle autorità  ha scatenato una miriade di polemich ed è stato denunciato come discriminatorio dall’Osservatorio sui Diritti Umani. L giustificazione di un simile provvedimento arebbe quella di arginare la prostituzione e il sesso prematrimoniale.

La polemica divampa anche perché da questi test di verginità sono esclusi gli studenti di sesso maschile. Andreas Harsono, un ricercatore indonesiano di Human Rights Watch che vive a New York, ha dichiarato: “Gli amministratori di Jember dovrebbero abbandonare l’idea e chiedere scusa per la riesumazione di una questione medievale”. Harsono ha poi aggiunto: “Sono nato e cresciuto a Jember e quest’idea non ha nulla a che vedere con i musulmani moderati che conoscevo”. Tra l’altro l’Indonesia non è nuova a questo tipo di discussioni. Infatti qualche tempo fa si era saputo che le poliziotte indonesiane erano costrette a sottoporsi a test di castità che se non superati comportavano il licenziamento in tronco dal corpo di polizia.

La battaglia è aperta anche perché a quanto pare Mufti Ali, esponente dell’assemblea legislativa locale e autore della proposta, non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro, ma anzi spera che la sua idea raccolga sempre più consensi. Contro di lui anche un altro giornalista Phelim Kine, presidente della sezione asiatica di Human Right Watch, il quale ha sempre denunciato il test della verginità- chiamato anche “two fingers” ovvero letteralmente “test delle due dita” –  e ora afferma: “Spero che intervenga il presidente Joko Widodo e fermi questa idea crudele e degradante che mette in pericolo l’istruzione delle ragazze di Jember e che non ha validità scientifica”.

F.B.