Riforme, si allungano i tempi alla Camera

La Camera dei Deputati (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
La Camera dei Deputati (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Ampliati i tempi a disposizione dei gruppi parlamentari di Montecitorio per l’esame del ddl Riforme in Aula; a deciderlo la riunione dei Capigruppo alla Camera dei deputati, dopo che ieri le opposizioni avevano aspramente polemizzato con i tempi imposti dalla maggioranza di governo, arrivando quasi alla rissa in Aula. Apertura unilaterale di Roberto Speranza, ma il capogruppo Pd a Montecitorio ci ha tenuto a precisare “come sia chiaro a tutti che i 3 mila emendamenti sono di natura ostruzionistica e non di merito”.

Con la decisione assunta dalla riunione dei Capigruppo, dunque, i tempi aggiuntivi si tradurranno in 5 minuti in più a gruppo per le dichiarazioni di voto su ciascun emendamento. Una decisione accolta positivamente dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, con l’auspicio che ciò “possa favorire il dibattito nel merito delle proposte, superando atteggiamenti ostruzionistici”. Soddisfazione è stata espressa dal capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta: “Nonostante Renzi, la maggioranza ha fatto marcia indietro e ha consentito i tempi aggiuntivi. Tra Renzi e la maggioranza evidentemente non c’è un grande colloquio”.

“Renzi tigre di carta. Ieri sera ha minacciato il Parlamento sulla riforma costituzionale, stamattina il suo partito, la sua maggioranza, ha fatto marcia indietro”, ha detto Brunetta in conferenza stampa, aggiungendo: “Altro che sabato… qui ci vuole ancora un mese, un mese e mezzo di dibattito sulla riforma costituzionale, semmai si arriverà alla fine. Nel frattempo rischiano di decadere i tre decreti: Ilva, Milleproroghe e banche”. Poi l’ex ministro ha accusato: “Ecco: questo è il bel bilancio di un governo in stato comatoso, che in politica estera non esiste, che in politica economica non esiste e che fa solo confusione. Gli italiani se ne stanno accorgendo, speriamo che tutti i nodi vengano al pettine nel più breve tempo possibile”.

Botta e risposta col governo

Ha concluso Brunetta: “Non è possibile che Renzi minacci il Parlamento: fare una riforma, lavorare anche di notte, una riforma che dovrebbe entrare in vigore tra tre anni. Questo è inaccettabile, irresponsabile, e di questo pagherà certamente il conto”. Da parte sua, invece, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, ha rimarcato che “è una prerogativa della presidente della Camera, però politicamente c’è stata un’apertura”, aggiungendo: “Non vogliamo sacrificare il confronto e speriamo che di fronte all’allargamento dei tempi le opposizioni decidano di discutere nel merito senza intenti ostruzionistici”.

Scrive infine ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati: “Da alcuni giorni i giornaloni insistono con una tesi solenne e definitiva. Berlusconi e Forza Italia, dichiarando nullo il Patto del Nazareno per vizio grave della controparte, sfuggendo così al manto padronale di Renzi, hanno perso non solo centralità, ma qualsiasi ruolo sul palcoscenico della politica. Ma se non contiamo nulla, perché tanta attenzione? È una vecchia storia. Accompagna Berlusconi dal 1994”.

GM