L’Isis a Sirte. Il Ministro Gentiloni: “L’Italia pronta a combattere”

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Il Ministro Gentiloni (Farouk Batiche /Getty Images)

L’Italia è minacciata dalla situazione in Libia, a 200 miglia marine di distanza” l’affermazione è del il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a SkyTg24 commentando le “notizie allarmanti” sulla presenza dell’Isis a Sirte, a 500 chilometri a est di Tripoli. I miliziani sarebbero giunti in città e avrebbero istituito il loro quartier generale in un edificio nella zona centrale e preso il controllo, la notte scorsa, di alcune radio locali. L’ingresso a Sirte da parte dei miliziani dell’Isis è stata resa possibile dall’assenza di una qualsiasi struttura di governo dai tempi di Muammar Gheddafi. Se la presa di Sirte si rivelasse definitiva sarebbe la seconda città libica a fare parte dello Stato Islamico, dopo la recente conquista di Derna in Cirenaica. Derna, storica roccaforte dell’estremismo islamico libico, era stata conquistata in aprile dai jihadisti, a ottobre ha aderito allo Stato islamico. In pochi giorni  si è dichiarata “Califfato”. Sirte non era meno pericolosa diventando roccaforte per diverse organizzazioni estremiste, come Ansar al-Sharia. Certamente l’Isis cercherà di attrarre questi gruppi nelle propria organizzazione.

La distanza dall’Italia

Lo Stato Islamico ha dimostrato di sapersi spingere oltre i confini della Cirenaica: ha rivendicato l’attacco kamikaze all’hotel Corinthia di Tripoli il 27 gennaio e ora guarda oltre. E’ la distanza l’elemento cruciale. Un sostenitore dell’Isis ha postato sul proprio account Twitter “Qalam hur” una mappa in cui ha evidenziato che “la distanza tra Roma e Sirte è di 1.250 chilometri: un missile scud può arrivare fino in Italia”.  Ha ricordato che Sirte dista 450 chilometri dal suolo italiano. Dalle emittenti locali di Sirte l’Isis ha trasmesso le voci di Abu Bakr al-Baghdadi e di Abu Muhammad al-Adnani a cui spesso lo Stato Islamico ha affidato i propri messaggi. ”Radio Sirte, radio Macmadas e Al-Turathiya hanno diffuso un discorso del Califfo nel quale ordina alla popolazione di sottomettersi alla Jihad dello Stato Islamico, affermano i media locali. E’ probabilmente parte del discorso con cui al-Baghdadi annunciava la nascita del Califfato alcuni mesi fa. Un Califfato che è ora alle porte dell’Italia, ha constatato Angelino Alfano. Il Ministro degli Interno dovrà ora gestire un’emergenza che giunge a ridosso delle altre: 37mila migranti in fuga da un Paese allo sbando. “Al di là delle drammatiche vicende dell’immigrazione, con una terribile situazione di sfruttamento, la Libia è uno Stato fallito – ha ricordato Ministro degli Esteri – e l’Isis può avere un buon gioco. L’Italia insieme all’Onu promuoverà una mediazione, se non si ottiene l’obiettivo bisogna ragionare sul da farsi. L’Italia è pronta a combattere nel quadro della legalità internazionale, non possiamo sottovalutare la minaccia, in una situazione che si sta deteriorando”.

ADB