Swissleaks, ecco i primi nomi di politici italiani nella lista Falciani

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Uffici Hsbc a Ginevra (Harold Cunningham/Getty Images)

Sin da quando è diventata di dominio pubblico, Swissleaks, l’inchiesta sulle grandi evasioni, svelando il colossale database della lista Falciani (dal nome dell’informatico franco italiano che ha divulgato i dati dopo gli accordi Italia-Svizzera per lo scambio di informazioni fiscali sui contribuenti), ha reso noto che i 7mila italiani che si sono serviti dei servizi della banca svizzera Hsbc hanno fatto del nostro Paese il quinto in classifica in questa particolare graduatoria. I nomi che finora hanno fatto più clamore sono stati quelli di Fernando Alonso, Valentino Rossi, Flavio Briatore e dello stilista Valentino. Ora, compaiono anche alcuni personaggi della scena politica. Fra i parlamentari, il primo della lista è lo scomparso Giorgio Straquadanio, ex senatore di Forza Italia, in cui difesa è subito intervenuta la sorella, precisando che le somme depositate (oltre 10 milioni di dollari) derivano da eredità familiari; poi compare il deputato PD Pippo Civati, che si è subito scagionato dichiarando che il conto corrente (su cui c’erano poche migliaia di euro) era stato aperto dal padre. C’è anche il finanziere “renziano” Davide Serra, la cui residenza fiscale da 18 anni è a Londra e che ha confermato di essere titolare di un conto presso l’Hsbc “in totale trasparenza e in accordo con il sistema fiscale inglese”.

La Guardia di Finanza finora ha controllato 3.276 cittadini italiani citati nella lista Falciani, ma ha potuto contestare soltanto 741 milioni di redditi non dichiarati. All’appello mancano soprattutto i tesori regolarizzati con lo scudo fiscale 2009-2010 di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Di quei 3.276 italiani già controllati, infatti, ben 1.264 hanno potuto opporre alle Fiamme Gialle i dettami del maxi-condono, che ha permesso loro di legalizzare fondi neri per ben un miliardo e 669 milioni. Va precisato che non è illegale per cittadini non svizzeri mantenere conti in una banca elvetica finché non ci siano le prove del reato di evasione fiscale. Restano però i sospetti su diversi personaggi popolari e facoltosi, considerato che fra essi compaiono molti individui legati alla Golden Chain, il gruppo dei principali finanziatori del fondamentalismo islamico di Al Qaeda. La tegola di Swissleaks è caduta anche sul capo di Hillary Clinton, in vista della sua possibile candidatura presidenziale alla Casa Bianca nel 2016. La Fondazione della famiglia avrebbe incassato circa 81 milioni di dollari da ricchi donatori internazionali clienti della banca di Ginevra Hsbc; in particolare ne sarebbero stati identificati sette.

CM