Il Daily Telegraph: “L’Isis si infiltrerà tra i migranti”

Daily Telegraph Isis
(Scott Barbour/Getty Image)

L’Isis vorrebbe utilizzare la Libia per portare “il caos nel sud dell’Europa”. L’’allarme  sul rischio infiltrazioni  di appartenenti allo Stato Islamico nelle rotte dell’immigrazione clandestina è rilanciato da alcune indiscrezioni del Daily Telegraph secondo  tra i piani dei reclutatori ci sarebbe quello di infiltrare appartenenti all’organizzazione  sui barconi di immigrati nel Mediterraneo per “attaccare le compagnie marittime e le navi dei Crociati”. “Oggi la Libia è fuori controllo e in preda al caos – ha dichiarato il ministro degli interni  Angelino Alfano  nelle ore successive all’ingresso di Sirte delle milizie islamiche: “Senza una rapida mobilitazione generale per la Libia, assisteremo ancora ad altre tragedie in mare e correremo il rischio di vedere installato un Califfato islamico non in Siria o in Iraq, ma alle nostre porte, ancora più esplicitamente a poche miglia nautiche dalle nostre coste”. Il rischio di infiltrazioni jihadiste  era stato  previsto dagli esperti del Viminale prima ancora che la situazione in Libia precipitasse. La chiusura dell’ambasciata libica a Tripoli ha peraltro ridotta la possibilità di controllo del territorio dall’interno, per cui non è possibile avere previsioni sui flussi d’immigrazione da informazioni di prima mano. E’ tuttavia già evidente un incremento, sulla base dei numeri relativi alle prime settimane dell’anno in corso. Sono 7686 gli stranieri sbarcati dal primo gennaio e si  prevede raggiungano il numero di diecimila entro la fine di febbraio. Un incremento che potrebbe essere esponenziale con le favorevole condizioni del mare in primavera  ed il precipitare degli eventi in Libia. L’allarme di infiltrazioni non è sottovalutato neanche dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti: “Non  possiamo escludere  che i terroristi possano giungere con i barconi” ha detto. Il traffico di clandestini, gestito dalle organizzazioni criminali, potrebbe essere spinto da più fattori convergenti: l’instabilità in Nord Africa che incrementa le partenze, l’enorme ritorno economico per la criminalità, i piani di destabilizzazione dello Stato Islamico che sembra puntare fin dall’inizio ad un attacco dall’interno, affidandosi ad affiliati o foreignfighters. E non sembra improbabile che il controllo dei flussi di clandestini possa presto passare in mano all’Isis che attraverso il traffico finanzierebbe il costo delle proprie operazioni terroristiche: un intreccio che la soluzione diplomatica, ancora inseguita dall’Onu, non sembra in grado di sciogliere.