Isis, paura per gli attacchi con armi chimiche

Isis attacco chimico Cloro
Uomini sulla scena di un attacco chimico (China Photos/Getty Images)

L’Isis fa paura in tanti modi. Per l’ideologia che c’è alla base delle loro azioni, per gli attentati terroristici, per le modalità brutali d’azione. Ora fa paura anche per l’uso di armi chimiche. Infatti dallo scorso settembre sono state segnalate diverse occasioni in cui i miliziani jihadisti avrebbero utilizzato in Siria e Iraq il cloro come arma. Il cloro usato in guerra non è un’invenzione dell’Isis e non è nemmeno un ritrovato moderno. Chi conosce un po’ di storia sa che fu il primo gas ad essere usato nella Prima guerra mondiale. Non è letale, ma il suo effetto è quello di produrre irritazioni cutanee e senso di soffocamento. L’uso del cloro ci fornisce almeno due indicazioni. Innanzitutto ci fa capire che l’Isis non rinuncia ad usare qualsiasi mezzo per ottenere il suo scopo che evidentemente non è solo quello di uccidere, ma anche quello di minare dal punto di vista psicologico e sociale le popolazioni che combatte. In secondo luogo ci fa capire anche che l’Isis non è così avanzata tecnologicamente come si potrebbe pensare. Infatti il cloro è il gas più facilmente reperibile, per esempio nelle stazioni di depurazione degli acquedotti e negli impianti industriali, mentre per produrre armi chimiche più sofisticate ci vogliono conoscenze e tecnologie che evidentemente lo Stato Islamico non possiede.

Uno dei primi a segnalare l’uso del cloro da parte dei miliziani del Califfato è stato Ahmet Üzümcü, direttore del OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche). Il suo timore e quello di altri esperti è che l’Isis cerchi di utilizzare il cloro direttamente nei proiettili dei mortai e negli ordigni stradali. Questo sarebbe un balzo tecnologico che potrebbe aprire la strada all’uso di altri elementi, più nocivi e letali rispetto al cloro. Un salto tecnologico che ci auguriamo non venga effettuato, ma che va tenuto in conto nei ragionamenti a proposito dell’Isis e di come fermare la sua azione.

F.B.