Ruby-ter, soldi anche a Nicole Minetti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:10
Belusconi Ruby ter
Silvio Berlusconi (Franco Origlia/Getty Images)

Si riempie di nuovi particolari il quadro dell’inchiesta Ruby-ter, per la quale rischiano il processo diverse testimoni nel processo per favoreggiamento della prostituzione minorile che ha visto Silvio Berlusconi, poi assolto in Appello. Sono infatti una quarantina gli indagati per corruzione in atti giudiziari, tra cui lo stesso ex premier e Karima Al Mahroug, nota semplicemente come Ruby, la ragazza marocchina da cui l’inchiesta che portò al più clamoroso dei processi al leader di Forza Italia partì.

Nei giorni scorsi, accertamenti nei confronti del tesoriere di fiducia dell’ex premier, Giuseppe Spinelli, portarono alla luce presunti versamenti, in contanti e costanti nel tempo, da parte dell’emissario di Berlusconi nei confronti delle cosiddette ‘olgettine’. Venuto poi fuori il sospetto che l’ex premier abbia fatto ricevere negli ultimi mesi a Ruby denaro in contanti, in tranche fino a 15mila euro, consegnato da alcuni emissari tra Milano e Genova, dove la donna, oggi 22enne, vive.

Nelle scorse ore infine sono stati scoperti bonifici mensili da 15mila euro per conto di Berlusconi all’ex igienista dentale ed ex consigliera regionale lombarda Nicole Minetti. L’elemento confermerebbe la pioggia di soldi – valutati in milioni di euro – che l’ex premier avrebbe regalato alle testimoni, tutte coinvolte nei cosiddetti bunga bunga, in cambio secondo i giudici del loro silenzio. Va comunque sottolineato che essendo la Minetti imputato in una delle tranche del processo, condannata in Appello, non rischia una nuova incriminazione per corruzione in atti giudiziari, ma al limite qualche guaio con il fisco.

Intanto, Marjsthell Polanco, una delle ragazze delle serate ad Arcore, ha scritto una lettera al pm Ilda Boccassini, che è stata titolare dell’inchiesta a carico di Berlusconi, ma non dell’attuale, sulla quale lavorano invece il procuratore aggiunto Pietro Forno e i pm Luca Gaglio e Tiziana Siciliano. La magistratura inquirente spera che la Polanco voglia essere sentita magari per fornire particolari inediti e interessanti rispetto all’inchiesta.

Al primo processo contro Berlusconi, quello per cui l’imputazione era di favoreggiamento della prostituzione minorile, Marjsthell Polanco in Tribunale affermò che in quelle serate ad Arcore si rideva della Boccassini: “Silvio mi obbligava a partecipare alle serate ad Arcore vestita da Ilda Boccassini. Mettevo la toga addosso per farlo ridere, e mi travestivo anche da Obama”. In quelle serate, secondo la testimone del processo, “si cantava e si ballava, si cenava e c’era il karaoke e poi si scendeva nel teatro ed lì si facevano spettacoli e travestimenti”. Oggi forse vuole dare un’altra versione dei fatti, di fronte al timore della grave imputazione che rischia.

GM