Tensione in Francia, “Charlie” torna in edicola

Charlie Hebdo
(Geoffroy Van der Hasselt/Getty Images)

Charlie Hebdo torna in edicola, e lo farà dopodomani, mercoledì 25 febbraio, circa 50 giorni dopo l’attentato del 7 gennaio. Da quel drammatico giorno, si erano rincorse tante voci sul futuro del periodico e qualcuno si azzardava anche a ipotizzare la chiusura del celebre settimanale di satira. Gli autori e i collaboratori scampati alla violenza terroristica hanno vissuto settimane molto difficili durante le quali vi è stata la comprensibile necessità di un periodo di raccoglimento e riflessione. Nel frattempo, però, gli abbonati sono passati da circa 10mila a 220mila; le donazioni filantropiche e la vendita del numero speciale del 14 gennaio (quello con Maometto in lacrime in copertina) hanno consentito di raccogliere intorno a 30 milioni di euro. Dati che hanno portato alla decisione finale: manca solo la copertina e poi torneranno le irriverenti vignette con il numero 1179 del settimanale. Presto arriverà una nuova sede, con il Comune di Parigi che ha destinato a Charlie Hebdo alcuni uffici nel XIII arrondissement che saranno trasformati in un vero e proprio bunker.

Alcuni problemi sono però ancora vivi. Ferito a un braccio il 7 gennaio, il nuovo direttore Laurent Sourisseau, noto come Riss, ha confidato che “l’assenza dei vecchi colleghi è sempre molto pesante, ma sarà il solito Charlie. Abbiamo deciso di non fare ulteriori omaggi alle vittime, perché non siamo mai stati un giornale lacrimevole”. Ci sono due nuovi disegnatori, il francese René Pétillon e l’algerino Ali Dilam, ma reclutare nuovi autori si è rivelato molto complicato. La paura è tanta e in molti hanno rifiutato o hanno chiesto di potersi firmare con uno pseudonimo senza necessità di recarsi in redazione. Intanto, non c’è ancora pace per i morti di gennaio: per la quarta volta in due settimane, l’altare laico eretto dai cittadini di Parigi in memoria delle vittime (non solo i membri della redazione di Charlie Hebdo, ma anche i poliziotti caduti e i cittadini colpiti nell’attentato al supermercato ebraico) è stato danneggiato da vandali. In Place de la Concorde, a Parigi, mazzi di fiori, messaggi, disegni e candele sono stati strappati dall’intolleranza, ancora troppo forte.

CM