Civati e Bertinotti stanno con Landini

Fausto Bertinotti (Getty Images)
Fausto Bertinotti (Getty Images)

Si fa più ampio il dibattito rispetto alle prese di posizione di Maurizio Landini, leader Fiom, nella sua intervista al ‘Fatto Quotidiano’. Dalle colonne del suo blog, Pippo Civati, deputato Pd sempre con un piede fuori dal partito, rileva: “Il leader della Fiom pone la questione della sinistra sociale, come già Stefano Rodotà, in una serie di interviste che si richiamano e rincorrono. Ora, come ho detto tante volte, il problema non è contrapporre sinistra sociale a sinistra politica, prendersela con le minoranze del Pd (quali minoranze? Perché ce ne sono parecchie e c’è, sul punto, parecchia confusione) o con le sigle esistenti, ma provare a scrivere un progetto di governo diverso dall’attuale”.

Civati sottolinea di porsi, attraverso un percorso lanciato a Livorno lo scorso anno, “l’obiettivo di arrivare a proposte convincenti e sostenibili, sul reddito minimo, la revisione delle aliquote, un modello di sviluppo del Tremila e non degli anni Cinquanta, un pacchetto di misure di contrasto all’illegalità, una prospettiva europea che non pecchi di provincialismo ma nemmeno di inerzia”. Per questo, “parlerò con Maurizio Landini, non attraverso un’intervista, ma di persona, personalmente”.

Il deputato Pd conclude il suo ragionamento: “E credo sia il momento che tutti quelli che si interrogano sulla questione, facciano altrettanto. Senza ricamarci su, ma scrivendo un progetto politico intorno al quale misurarsi, che metta in discussione (davvero) le (altre) minoranze del Pd, che hanno molto traccheggiato, nella speranza che il premier cambiasse verso. Ma lui, il verso non lo cambia. Anche se è sbagliato”.

Sostiene la presa di posizione di Landini l’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, interpellato dall’Huffington Post: “Quella di Landini mi sembra una efficace e brillante individuazione di un percorso di politicizzazione dei movimenti senza dover battere la scorciatoia della formazione del partito politico. E’ una rottura degli schemi tradizionali, non prevede scissioni e percorsi arcinoti che appartengono al passato”. Spiega l’ex leader di Rifondazione: “Landini è uno dei protagonisti della vita politica e sociale del paese e propone una via rispetto alla mancanza di un soggetto politico, di un partito in grado di interpretare una sinistra che sia protagonista, visto che oggi non lo è. E’ una mossa intelligente aiutata da un paio di vicende come quella greca e quella spagnola”.

La posizione di Cofferati

Più articolata e soprattutto con maggiori remore rispetto a una partecipazione diretta alla vita partitica da parte di Landini, la posizione dell’ex leader Cgil ed ex sindaco di Bologna, Sergio Cofferati: “Costruire una nuova sinistra politica in Italia è un percorso ineludibile. E bisogna farlo partendo dai valori, come pace e solidarietà. Agli strumenti organizzativi, e alle leadership, si arriva solo alla fine. Altrimenti non si parte neppure. Oppure si parte e ci si impantana dopo due settimane. La storia della sinistra da questo punto di vista è molto istruttiva…”.

Sottolinea però Cofferati: “Credo che Maurizio sia un ottimo sindacalista e una risorsa preziosa per la Cgil. Se fa bene questo mestiere aiuterà anche il processo di ricerca nella sinistra. Mai come oggi c’è bisogno di un sindacato forte e radicato e l’esperienza del sindacato confederale è necessaria per una discussione sul futuro della sinistra. Però resto dell’idea che ciascuno debba fare bene il suo mestiere. Almeno in questa fare credo che questo valga anche per Landini, poi valuterà lui…”.

 

GM