Ospedale pediatrico (GABRIEL BOUYS/AFP/GettyImages)

Ospedale pediatrico (GABRIEL BOUYS/AFP/GettyImages)

Un altro tragico caso di un bimbo ucciso dalla meningite. Questa volta è successo a Bologna è la vittima è una neonata, di neanche due mesi. La piccola era stata ricoverata lo scorso 16 febbraio all’ospedale Sant’Orsola di Bologna già in gravi condizioni, dove è deceduta ieri, dopo una lotta tra la vita e la morte durata più di dieci giorni.

La bimba era stata prima portata al pronto soccorso di un’altro ospedale bolognese, il Maggiore, da dove era stata dimesa con una diagnosi di influenza. Le sue condizioni, però, si sono aggravate poco dopo, obbligando i genitori a portarla in un altro ospedale. Questa volta al Sant’Orsola, dove però la piccola è arrivata in condizioni disperate, tanto da far dire ai medici che non avrebbe superato la notte. Invece da quella corsa disperata in ospedale del 16 febbario sono passati undici giorni; la neonata è spirata ieri, 27 febbraio.

I genitori hanno minacciato azioni legali contro l’ospedale Maggiore. Il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini ha fatto sapere che “come atto dovuto, al fine di svolgere gli opportuni accertamenti medico legali, è stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo”. Dal canto suo la direzione dell’Ausl ha difeso i propri sanitari, scrivendo in una nota che “la valutazione clinica effettuata al pronto soccorso è stata scrupolosa e approfondita” e che “il quadro clinico della bambina presentava caratteristiche del tutto analoghe ad un banale episodio febbrile di natura gastroenterica o respiratoria, e non vi era alcun segno che facesse sospettare, in quel momento, una patologia così grave come quella resasi evidente in tempi successivi”. Le indagini accerteranno la portata dell’accaduto e se la patologia fosse diagnosticabile in modo tempestivo.

V.B.