Combattenti sciiti volontari (Ahmad Al-Rubaye/Getty Images)

L’esercito iracheno ha dato il via all’alba a un’operazione militare su larga scala per liberare dagli jihadisti dell’Isis la città natale di Saddam Hussein, Tikrit, che è in mano al Califfato dallo scorso giugno. Alle operazioni partecipano anche unità aeree e di artiglieria. La notizia è stata divulgata sulla tv di stato irachena dove ieri il primo ministro Haidar al Abadi ha fatto appello alle forze armate e alle milizie che partecipano all’operazione perché vengano limitati al minimo i danni “alle vite e alle proprietà” della popolazione civile e perché la popolazione della regione venga “trattata bene”. L’invito si spiega con le accuse rivolte negli ultimi mesi alle milizie di volontari sciiti appoggiate dall’Iran di avere compiuto atrocità contro la popolazione sunnita nelle aree strappate all’Isis. Alle operazioni, infatti, partecipano anche le milizie sciite iraniane dirette dal Generale Qasem Soleimani. Tikrit dista 150 km a nord dalla capitale Baghdad. Fu presa dai militanti dell’Isis lo scorso giugno grazie al sostegno da parte della popolazione sunnita che nella provincia nutre forti simpatie per lo Stato islamico. Un comandante della milizia sciita iraniana ha raccontato alla Bbc che l’Isis ha annunciato di essere pronta a ritorsioni sulla vita di alcuni giovani ostaggi se le forze dell’esercito faranno ingresso in città. Difficilmente, però, queste minacce potranno arginare l’azione dei circa 30.000 uomini schierati sul campo che comprendono esercito, polizia, unità antiterrorismo, volontari delle unità di mobilitazione popolare e tribù locali. Le autorità irachene hanno anche dispiegato caccia ed elicotteri che stanno colpendo le postazioni degli islamisti del Califfo dentro e attorno la città dell’ex dittatore Hussein. Le forze di sicurezza stanno avanzando su tre fronti principali e anche su vie secondarie per impedire la fuga degli jihadisti. E’ da tempo ormai che l’Isis sta perdendo terreno in Iraq e questa vasta operazione intende essere il preludio all’annunciata offensiva di terra per la liberazione della città di Mosul.

CM