Taranto, gay aggredito: “Mi urlavano pedofilo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:09
Bandiera dei diritti omosessuali (David Greedy/Getty Images)
Bandiera dei diritti omosessuali (David Greedy/Getty Images)

Luigi Pignatelli, 28 anni, è presidente dell’Arcigay Taranto: sabato è stato aggredito da un branco di una decina di ragazzi, che lo hanno apostrofato anche come “pedofilo”. Ha deciso di raccontare la sua storia all’edizione locale di ‘Repubblica’: “C’era un incontro sull’educazione all’affettività per bambini, adolescenti e genitori: nel centro storico di Taranto ci sono molti casi di gravidanze prima dei 18 anni e ragazzini che già a 14 anni hanno avuto rapporti sessuali, noi con medici ed educatori proviamo a parlare di malattie sessualmente trasmissibili, distribuiamo preservativi, svolgiamo un laboratorio di educazione alla sessualità”.

A un certo punto, arrivano diversi ragazzini che iniziano a insultare l’attivista per i diritti degli omosessuali; vengono allontanati, ma al momento di chiudere la sede dove si era tenuta l’iniziativa per il giovane prende il via un vero e proprio incubo: “Alle 17.30 stavamo andando via, sono stato l’ultimo a uscire, ero con un’altra persona che era andata un po’ avanti. Mi sono voltato per chiudere e ho ricevuto una pallonata. ‘Fate attenzione’ ho detto ai ragazzi. A quel punto sono partiti gli sputi. E gli insulti. Mi hanno detto ‘pedofilo, ricchione, fai schifo’. E poi calci e pugni”.

Ecco il racconto dell’aggressione: “Erano in dieci. Mi hanno circondato: un pugno da un parte, un calcio dall’altra. Avevano tra i 14 e i 15 anni, il più grande però sarà stato di 20-22 anni. Non li conoscevo e non li avevo mai visti. Solo un bambino ha detto ‘lasciatelo stare’. Non è stato tanto il dolore fisico, alla fine ho solo qualche livido, ma la ferita. Hanno smesso quando la persona che era con me e che era andata avanti si è accorta di quello che stava succedendo ed è tornata indietro”. Pignatelli è sconvolto: “La cosa che mi ha fatto più male sono stati gli sputi. E la parola pedofilo: quasi a dire che se sei omosessuale, sei anche pedofilo. Il dolore più grande che ho ho sentito non è stato quello dei calci e dei pugni, ma delle parole”.

GM