Una ricerca Italiana per sconfiggere l’HIV

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:18
laboratorio
(pixabay)

Sconfiggere il virus dell’Hiv, anticamera dell’Aids, era, fino ad oggi, molto difficile. Questo perchè una volta che il virus penetra nella cellula da infettare scompare, e perdendosene le tracce diventa impossibile contrastarlo. L’efficacia dei farmaci in commercio si ferma all’ingresso della cellula. Il risultato è quello di rallentare l’evoluzione del virus anche se non si riesce a debellarlo. I ricercatori dell’Icgeb (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) di Trieste, coordinato dal genetista Mauro Giacca, hanno scoperto qualcosa in più sulla ‘tana’ del virus.

Praticamente è stata fotografata la struttura del nucleo delle cellule infettate, ed è stato scoperto che il virus integra il proprio DNA vicino al guscio esterno che delimita il nucleo, in corrispondenza alle strutture del polo nucleare.  La scoperta, tutta italiana, mostra come il virus sceglie un determinato posto per localizzarsi a favorirne il mascheramento e a impedire quindi ai farmaci di incidere e sconfiggere definitivamente la malattia. Negli anni ’80, quando l’epidemia di AIDS cominciò a dilagare, quasi 80 milioni di persone siano state infettate dal virus (stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e di queste nemmeno una sia guarita debellando il virus. La ricerca ha un rilievo enorme perché spiana la strada allo sviluppo di farmaci che potranno essere più efficaci, con un bersaglio più preciso da colpire. E, ovviamente, i conseguenti aspetti commerciali, non certo secondari.

La scoperta è stata pubblicata sul sito di “Nature”, la principale rivista scientifica internazionale, e apre nuove frontiere per la ricerca dell’ICGEB, in collaborazione con Dipartimento Medicina dell’Università di Trieste, Università di Modena e Genethon di Parigi. L’ICGEB, centro mondiale di eccellenza per la ricerca nelle scienze della vita, è un’organizzazione internazionale delle Nazioni Unite che opera dal 1987 a Trieste, con sedi a New Delhi (India) e a Cape Town (Sudafrica). Il Centro, diretto da Mauro Giacca, è sostenuto da più si 60 Paesi e sviluppa attività di ricerca e formazione di eccellenza nel campo della ricerca molecolare e delle biotecnologie.

GR