Boldrini risponde a Renzi: mio ruolo è difendere il Parlamento

Laura Boldrini (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Laura Boldrini (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Continua il botta e risposta tra Renzi e Boldrini. Dopo che il premier ha accusato la presidente della Camera di essere uscita “dal suo perimetro di intervento istituzionale” per aver criticato il governo per il ricorso al decreto legge per la riforma della Rai e per non aver tenuto conto dei pareri delle Camere sui decreti delegati al Jobs act, Laura Boldrini ha risposto così a Renzi: “Ritenere opportuno che vengano tenuti in considerazione i pareri delle Commissioni, così come che si limiti all’essenziale la decretazione d’urgenza, non significa affatto uscire dal mio perimetro istituzionale. Al contrario, difendere le prerogative del Parlamento è il primo dovere di un presidente della Camera“, ha sottolineato Boldrini in un’intervista alla Stampa e al Secolo XIX. La presidente della Camera ha comunque precisato: “In ogni caso non intendo alimentare ulteriori polemiche, anche se ritengo fisiologico che ci possa essere una certa dialettica tra istituzioni, soprattutto su questi temi”.

Laura Boldrini ha anche respinto le accuse su una sua presunta volontà di voler affermare un ruolo politico di parte attraverso le sue dichiarazioni: “Ognuno interpreta come crede – ha precisato -. Però io invito a non prescindere dalla realtà. E la mia realtà da presidente della Camera è già molto piena. Non facciamo voli pindarici”. Boldrini ha poi assicurato che è pronta la riforma del regolamento della Camera dei Deputati che dovrebbe porre fine alle lungaggini dei lavori. La riforma, ha spiegato, “ha l’obiettivo di dare tempi certi al governo per i suoi disegni di legge così da non far ricorso, se non in casi davvero necessari e urgenti, ai decreti. Al tempo stesso, però, questa riforma prevede che anche le opposizioni abbiano la facoltà di portare in Aula i loro provvedimenti”, ha aggiunto Boldrini. La Presidente della Camera ha detto che spetta ai gruppi parlamentari chiedere la calendarizzazione della riforma, il cui “testo è pronto da luglio”.

Infine sulla questione di genere e la necessità di declinare al femminile i ruoli e gli incaarichi politici ricoperti dalle donne, Laura Boldrini ha sottolineato che “è bene che sia l’istituzione parlamentare a promuovere queste buone pratiche già in atto da anni in altri parlamenti europei. Non sono quisquilie semantiche”, ha osservato.

In difesa della presidente della Camera e contro le critiche mosse da Matteo Renzi è intervenuto ieri il capogruppo alla Camera di Sel, Renato Scotto, che ha ricordato al premier: “Il perimetro istituzionale di Laura Boldrini sta nella difesa dell’autonomia del Parlamento. Renzi pensa che le Camere siano una dependance di Palazzo Chigi“.

V.B.