Il 9 marzo prende il via il Qe

Mario Draghi
Il presidente della Bce, Mario Draghi (Maria Christodoulou/Getty Images)

Mario draghi, il presidente della Banca centrale europea, ha comunicato che lunedì 9 marzo prenderà il via il Quantitative easing, ovvero il programma di acquisto titoli di Stato della zona euro. Il ritmo sarà di 60 miliardi di euro al mese. Verranno acquistati per lo più bond governativi, ma anche emissioni di istituzioni sovranazionali dell’Eurozona. Il programma ha come data di scadenza settembre 2016, ma il presidente assicura che non si porrà termine allo stesso finché l’inflazione non raggiungerà un livello inferiore, prossimo al 2%. La maturità dei titoli acquistati varierà dai due ai tre anni e questi non potranno superare il 25% del debito emesso in ogni singola emissione e il 33% del debito totale di un paese. Il rischio sarà condiviso tra Bce e banche nazionali per il 20% dei bond acquistati. Il restante 80% sarà garantito esclusivamente dalle banche nazionali.

Per la prima volta sembra che la crisi stia realmente volgendo al termine. A confermalo è la stessa Bce che ritiene che le sue misure stiano già portando dei risultati positivi. Per tranquillizzare gli animi, Draghi dà una cifra e parla di un aumento dell’1,5% delle crescita economica nel 2015. Il dato è destinato a migliorare ulteriormente nei prossimi anni. Si prevede addirittura un aumento del 2,17% per il 2017. Anche lo Spread tra BTp e Bund dà segnali positivi. È infatti crollato a quota 93, dai minimi dell’autunno del 2008. L’attuale livello di 93,10 equivale a un restringimento di oltre 10 punti rispetto alla vigilia (e’ stato anche segnato un minimo di 92,05). Il rendimento del BTp e’ all’1,34 per cento.

L’importo totale del Quantitative easing sarà pari a 1.140 miliardi di euro. Di questi il 12% sarà investito in titoli di istituzioni sovranazionali. La Banca centrale europea potrà acquistare tutti quei titoli di Stato che valuterà sopra il livello “spazzatura”, ovvero i cosiddetti “inevstment grade“. Per il momento saranno messi da parte quei Paesi che sono soggetto di un piano di aiuti, come ad esempio la Grecia. Il Paese ellenico sarà escluso dal programma finché i creditori internazionali riterranno superate con successo le verifiche in corso.

Per quanto riguarda l’Italia, i titoli acquistabili ammontano a circa 1.200 miliardi se non di più in base a quanto è emerso ieri.

BT