Papa Francesco: “No all’eutanasia, sì a cure palliative”

Papa Francesco Eutanasia
Papa Francesco (Tiziana Fabi/Getty Images)

Papa Francesco si è rivolto ai membri della plenaria della Pontificia Accademia per la vita in modo molto chiaro dicendo “no all’eutanasia, sì alle cure palliative”. Come sempre il Pontefice non si tira indietro di fronte a temi spinosi e difficili come questi legati alla bioetica e torna a parlare del modo in cui trattare il “fine vita”, del modo in cui affrontare la malattia terminale di un proprio caro o di una persona di cui ci si prende cura.

Qual è il ruolo della medicina secondo Papa Francesco?

Secondo il Papa il comandamento della Bibbia che chiede di onorare i genitori “oggi potrebbe essere tradotto come il dovere di avere estremo rispetto e prendersi cura di chi, per la sua condizione fisica o sociale, potrebbe essere lasciato morire o fatto morire”. Poi Papa Francesco è tornato poi a parlare di medicina così come aveva fatto qualche tempo fa rivolgendosi ai medici cattolici. Allora aveva parlato di eutanasia come di “falsa compassione” e aveva sottolineato come la compassione evangelica sia quella che «accompagna nel momento del bisogno quella del Buon Samaritano, che vede, ha compassione, si avvicina e offre aiuto concreto. Ora dice: “Tutta la medicina ha un ruolo speciale all’interno della società come testimone dell’onore che si deve alla persona anziana e a ogni essere umano. Evidenza ed efficienza non possono essere gli unici criteri a governare l’agire dei medici, né lo sono le regole dei sistemi sanitari e il profitto economico. Uno Stato non può pensare di guadagnare con la medicina. Al contrario, non vi è dovere più importante per una società di quello di custodire la persona umana”.

L’importanza delle cure palliative

Secondo Papa Francesco “le cure palliative sono espressione dell’attitudine propriamente umana a prendersi cura gli uni degli altri, specialmente di chi soffre. Esse testimoniano che la persona umana rimane sempre preziosa, anche se segnata dall’anzianità e dalla malattia. La persona infatti, in qualsiasi circostanza, è un bene per sé stessa e per gli altri ed è amata da Dio”. Questo tipo di cure secondo il Papa “non possiedono meno valore per il fatto che non salvano la vita, ma realizzano qualcosa di altrettanto importante: valorizzano la persona”. Infine il Pontefice si è rivolto direttamente a chi si occupa di cure palliative: “Esorto tutti coloro che, a diverso titolo, sono impegnati nel campo delle cure palliative, a praticare questo impegno conservando integro lo spirito di servizio e ricordando che ogni conoscenza medica è davvero scienza, nel suo significato più nobile, solo se si pone come ausilio in vista del bene dell’uomo, un bene che non si raggiunge mai ‘contro’ la sua vita e la sua dignità. È questa capacità di servizio alla vita e alla dignità della persona malata, anche quando anziana, che misura il vero progresso della medicina e della società tutta”.

F.B.