Rimborsopoli, 48 leghisti nei guai a Reggio Emilia

Militante della Lega Nord (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Militante della Lega Nord (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Quarantotto leghisti, tra dirigenti, ex dirigenti e comuni militanti, sono indagati per appropriazione indebita aggravata dalla Procura di Reggio Emilia, che grazie al lavoro certosino della Guardia di Finanza ha passato al setaccio la lista delle spese rimborsate a dirigenti e militanti del partito tra il 2009 e il 2012. 54 i capi di imputazione contestati dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi, mentre il totale dei rimborsi finiti nel mirino della magistratura ammonta a 250mila euro.

Tra gli indagati l’ex vicesegretario regionale del Carroccio Marco Lusetti, da cui partì l’esposto che ha dato vita all’inchiesta, ma anche Angelo Alessandri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia, poi ancora il fuoriuscito Giacomo Giovannini, il responsabile amministrativo della Lega Emilia Gianfranco Barigazzi e Gabriele Fossa, esponente di spicco del partito a Reggio Emilia. Con loro, militanti – soprattutto pensionati e studenti universitari – che si facevano rimborsare ogni tipo di spesa, compresa quella del viaggio a L’Aquila per portare aiuti dopo il terremoto.

Minimizza il consigliere regionale Gabriele Delmonte: “Storia vecchia, nessuna irregolarità, solo rimborsi a militanti per spese anticipate”. In mattinata, una nota del Carroccio spiega: “Abbiamo verificato tutta la contabilità regionale sia attraverso gli  organi locali che con il supporto della sede federale di  Milano e non è stata trovata nessuna irregolarità. Per quello che riguarda le pezze giustificative che seppure in alcuni casi non riportavano l’intestazione Lega Nord, le stesse, erano chiaramente riconducibili all’attività del movimento svolta dai singoli tesserati”.

Prosegue la Lega Nord: “Non c’è quindi nessuna intenzione da parte della Lega Nord di costituirsi parte civile in quanto non si ravvisa nessun danno e anzi si da massimo appoggio a tutti quei militanti, in molti casi pensionati e studenti universitari, che hanno svolto attività politica per il movimento. Confidiamo quindi in una rapida soluzione di tutta la vicenda appena saranno chiariti i singoli fatti“.

GM