Alfano: “Pene raddoppiate per i furti in casa”

Angelino Alfano (Franco Origlia/Getty Images)
Angelino Alfano (Franco Origlia/Getty Images)

Pene raddoppiate per i furti in casa“, è l’annuncio dato ieri sera via twitter dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano, dopo la conclusione del Consiglio dei Ministri. Non solo riforma della scuola, il governo ieri ha preso delle misure per contrastare quei reati che destano allarme sociale e che negli ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale. Pugno di ferro dunque contro i furti in casa ma anche contro le rapine.

Il governo ha approvato un emendamento al testo di riforma del processo che è in esame della Camera e che inasprisce le pene per il furto in abitazione, il furto con strappo e la rapina. Per furto in casa e con strappo la pena passa da 1-6 anni a 3-6 anni di reclusione e in caso di aggravanti aumenta da 3 a 4 anni nel minimo, rimanendo a 10 nel massimo. Per la rapina si passa da 3-10 anni a 4-10 anni e si sale a 5-20 anni in caso di uso di armi, se il delitto è compiuto da persone travisate o da più persone, se avviene in abitazione o su mezzi di trasporto, se la vittima ha appena fruito di servizi in banche, bancomat o uffici postali o ha più di 65 anni; se si sommano più circostanze aggravanti, la pena minima sale a 6 anni. Sono state aumentate anche le multe. Il governo sta pensando poi anche ad un inasprimento delle pene per i furti che colpiscono le aziende, con possibili agevolazioni fiscali per gli imprenditori colpiti.

Il Consiglio dei Ministri ha introdotto comunque anche un altro provvedimento, quello del decreto legislativo sulla tenuità del fatto. Una misura che si applica ai reati minori con pena massima fino a 5 anni o sanzione pecuniaria, quando non si tratti di condotte abituali e l’offesa recata sia lieve. In presenza di queste condizioni, il giudice potrà archiviare il reato. Una norma che in un primo momento aveva suscitato aspre polemiche, soprattutto dalla Lega Nord e da Forza Italia che accusarono il governo di voler depenalizzare i reati. Eccepiti i pareri delle Commissioni, sono state apportate alcune modifiche al testo e la tenuità del fatto riguarderà reati minori: come il furto semplice o il disturbo della quiete pubblica; per chi li commette ci sarà la segnalazione al casellario giudiziale a garanzia che lo stesso soggetto non ripeta il delitto. La persona offesa potrà procedere in sede civile per il risarcimento dei danni. Si tratta di reati a basso allarme sociale. Comunque, per evitare equivoci, nel testo sono stati esplicitamente indicati i reati per i quali è sicuramente esclusa la tenuità del fatto: l’omicidio colposo, le lesioni personali colpose gravi, i delitti a condotta abituale come lo stalking, i maltrattamenti in famiglia, quelli sugli animali. Sono poi escluse le contraffazioni e falsificazioni seriali, come chiedevano Confindustria e le imprese. Nella lista dei reati per i quali è esclusa la tenuità sono poi compresi il furto in abitazione e con strappo, per i quali al momento è prevista una pena massima di 6 anni che però si intende aumentare.

Con l’aumento delle pene per i furti in casa, spesso di difficile persecuzione, il governo vuole andare incontro alle esigenze dei cittadini, sempre più allarmati dal fenomeno, che è aumentato anche a causa della crisi economica. “I dati segnalano un forte aumento dei furti in casa, raddoppiati in 10 anni, indica il Censis. Un trend in controtendenza con il generale calo dei reati. Questo genere di delitti non incide solo sul patrimonio, ma anche sull’intimità e la serenità di persone e famiglie. E’ necessario un giro di vite perché le norme attuali consentono un meccanismo di abbattimento delle pene che di fatto le rende non effettive: bisogna renderle effettive”, ha spiegato il il vice ministro alla Giustizia Enrico Costa.

V.B.