Denunciano Berlusconi: “Ci ha licenziati da Arcore”

La villa di Arcore (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
La villa di Arcore (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

La notizia la dà il settimanale ‘L’Espresso’ in edicola questa settimana: il prossimo 30 marzo, l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarà chiamato a rispondere davanti al Tribunale del Lavoro di Monza insieme a Forza Italia e Pdl per licenziamento illegittimo e per presunti contratti fittizi. La causa di lavoro è stata intentata da Paolo Cagnoni e Giuseppe Villa per quindici anni in servizio ad Arcore, alle dipendenze di Berlusconi, seppur assunti da Forza Italia, quindi licenziati dopo la revisione delle spese fatta dalla senatrice Maria Rosaria Rossi.

Spiega Villa, uno dei due dipendenti che ha deciso di intentare causa: “Con Berlusconi avevamo un rapporto diretto soprattutto quando a capo della sua segreteria c’era Marinella. E nel momento in cui lei se ne è andata il clima generale nelle stanze di Arcore è cambiato in peggio”. In pratica, secondo la causa di lavoro, “Villa utilizzava esclusivamente mezzi e strumenti di Berlusconi, avendo a disposizione nella sede di Arcore una regolare postazione di lavoro con computer, linea internet, telefono, nonché vitto ai ristoranti locali che venivano pagati dallo stesso Berlusconi”.

Emergono però altri particolari: i contratti, reiterati e con sede diversa da Arcore, ovvero presso la segreteria regionale di Forza Italia a Milano, “sarebbero stati fittiziamente voluti dal Berlusconi”. Le accuse dei due ex dipendenti sono diverse: mancati pagamenti previdenziali, frodi attraverso fittizie ricevute fiscali, progetti inventati e non rispondenti alle reali mansioni, licenziamento senza giusta causa.

GM