Inghilterra, dal 2016 le sigarette in commercio saranno senza logo

(Jason Oxenham/Getty Images)

Il Parlamento britannico si accinge a varare una legge in base alla quale i pacchetti di sigarette venduti in Inghilterra dal 2016 non riporteranno il marchio della casa produttrice. Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei Comuni ed ora deve passare il vaglio della Camera dei Lord. Il governo sostiene che la misura migliorerà la sanità pubblica e ridurrà il numero di fumatori minorenni, secondo quanto risulta dalle statistiche sul trend di vendite. Il minore fascino garantito dalla confezione “no logo” dovrebbe essere, così dicono, disincentivante rispetto all’involucro tradizionale recante sigla e simbolo del produttore. L’Inghilterra diventerà così la terza nazione al mondo a introdurre questo tipo di regole per i pacchetti di sigarette: la prima è stata l’Australia, nel 2012; la seconda, pochi giorni fa, l’Irlanda. La legge, allo stato attuale, riguarda solo le sigarette vendute in Inghilterra, ma anche gli altri stati del Regno Unito (Scozia, Irlanda del Nord e Galles) dovrebbero adottare simili misure.

British American Tobacco, terza azienda al mondo per la produzione di sigarette, e Imperial Tobacco, quarto produttore di tabacchi, hanno dichiarato ricorsi legali nel caso in cui la legge dovesse essere definitivamente approvata. Il mercato delle sigarette soltanto in Inghilterra vale l’equivalente di 27 miliardi di euro; nel 2014 lo Stato ha incassato dalle tasse l’equivalente di 13 miliardi di euro. YouGov, società internazionale di ricerche di mercato, ha fatto un sondaggio sulle opinioni dei cittadini relativamente alla legge sui nuovi pacchetti: il 72 per cento si è detto favorevole, il 15 per cento contrario. I dati forniti lo scorso gennaio dall’organizzazione ASH (Action on Smoking and Health) dicono che nel Regno Unito fumano il 22 per cento dei maschi e il 17 per cento delle donne.

CM