Lavoro, per le donne in Germania pronte importanti riforme

(Johannes Eisele/Getty Images)

Solo pochi giorni fa, a Strasburgo il Parlamento Europeo ha approvato la relazione del politico socialista belga Marc Tarabella sul tema della parità uomo-donna, in particolare su temi come divario retributivo, opportunità di carriera, equilibrio di lavoro/vita e congedi di maternità e paternità. La Germania, paese faro dell’Europa e locomotiva economica dell’Unione, pochi giorni fa ha approvato una legge che entrerà in vigore dal prossimo anno e che obbligherà circa un centinaio di società tedesche ad avere il 30 per cento di donne nei loro incarichi dirigenziali; ad altre 3.500 società sarà richiesto di aumentare progressivamente il numero delle donne manager. Non solo: è in fase di preparazione un nuovo disegno di legge per la promozione della parità salariale tra uomini e donne. La proposta prevederebbe anche l’obbligo di rendere pubblici i salari dei dipendenti, cosicché le lavoratrici possano confrontare la propria paga con quella dei colleghi maschi.

Forse si fa fatica a crederci, ma le donne nella moderna e innovatrice Germania guadagnano circa il 22 per cento in meno rispetto agli uomini, ben al di sopra della media dell’Unione Europea che è del 16,4 per cento. In Germania spiegano la differenza dei salari col fatto che e donne beneficiano del congedo di maternità e che tendono a scegliere posti di lavoro flessibili per potersi prendere cura della famiglia. E’ chiaro che si tratta di una giustificazione: anche in Germania esistono fenomeni di discriminazioni nei luoghi di lavoro, il mancato riconoscimento delle competenze femminili rispetto a quelle maschili, la mancata rappresentanza nella politica e nell’economia, il fatto che le responsabilità familiari non siano condivise in maniera equa. Le conseguenze si ripercuotono anche sulle pensioni, infatti le donne sono più esposte al rischio di povertà in vecchiaia. Se i Paesi membri si adegueranno rapidamente alle direttive del provvedimento Tarabella, quest’ingiustizia potrà essere presto risolta non solo in Germania, ma anche in Italia e in tutta l’Unione.

CM