Triathlon, è morta una delle azzurre ferite in Sudafrica

Una gara di triathlon (Oliver Clarke/Getty Images)
Una gara di triathlon (Oliver Clarke/Getty Images)

Non ce l’ha fatta Linda Scattolin, una delle due campionesse azzurre del triathlon rimaste gravemente ferite domenica in Sudafrica, nella regione del Capo, mentre effettuavano una seduta di allenamento in bicicletta. Le due donne erano state travolte da un pullman che stava trasportando una squadra di rugby, il Franschhoek Rugby Club. Il mezzo si era poi ribaltato, uscendo fuori strada: tre morti, due atleti e un membro dello staff della squadra di rugby, e ben 26 feriti, il primo bilancio dell’incidente.

La notizia della morte della Scattolin, deceduta all’ospedale di Città del Capo, è stata resa nota dalla Fitri, la federazione italiana del triathlon, dopo averlo appreso dal Console italiano in Sud Africa: “A seguito di un improvviso peggioramento del quadro cerebrale occorso tra mercoledì e giovedi, Linda si è spenta nel tardo pomeriggio di ieri”. La Scattolin, originaria di Forlì e residente a Ponte San Nicolò, nel padovano, era una ricercatrice all’Università di Padova nel campo delle patologie forestali con la passione per il triathlon.

40 anni, aveva conquistato il titolo di campionessa italiana di categoria long distance, vestendo la maglia amaranto del corpo dei Vigili del Fuoco. Inoltre, nel 2012 aveva conquistato l’Ultrabericus Trail Run di Vicenza e nei primi mesi del 2013 aveva ottenuto il terzo posto di categoria nell’International Triathlon di Abu Dhabi. L’altra azzurra ferita è Edith Niederfriniger, atleta 43enne con molta esperienza, che ha conquistato, nella sua carriera, molte medaglie a livello europeo e mondiale nella long distance, sia individuale che a squadre. La long distance prevede 4km di nuoto, 120 di bici e 30 di corsa.

GM