Alberto Bevilacqua, non fu omicidio colposo

Alberto Bevilacqua (screenshot Youtube)
Alberto Bevilacqua (screenshot Youtube)

Il gip Simonetta D’Alessandro, accogliendo la richiesta del pm Elena Neri, ha archiviato l’inchiesta per omicidio colposo in relazione alla degenza di Alberto Bevilacqua nella clinica Villa Mafalda, dove lo scrittore morì nel settembre 2013, all’età di 79 anni. I quattro indagati erano il direttore sanitario della clinica Villa Mafalda, Mario Maggio, e i professori Antonio Ciccaglioni, Claudio Di Giovanni e Giuseppe Gentile.

Bevilacqua fu ricoverato l’11 ottobre 2012 per uno scompenso cardiaco e secondo quanto riporta l’Ansa, durante gli undici mesi di ricovero presso la struttura privata, i legali della compagna dello scrittore, Michela Macaluso, avevano già presentato una denuncia contro ignoti per lesioni colpose. I legali sostenevano che la struttura non fosse adeguata per le condizioni di Bevilacqua.

La compagna dello scrittore raccontò al ‘Corriere della Sera’ che Bevilacqua “a novembre 2012 ha contratto a Villa Mafalda la klebsiella, infezione multi resistente che può portare a esiti letali. La klebsiella è di tale gravità che è prevista l’immediata denuncia alle autorità sanitarie ed il trasferimento in strutture specializzate per il suo trattamento”.

Il gip ha spiegato che “la consulenza tecnica collegiale disposta dal pm ha accertato l’idoneità della struttura”, acclarando “che furono posti in essere tutti gli interventi assistenziali e terapeutici, necessari ed opportuni, e che nessun profilo di censurabilità professionale è ravvisabile in relazione all’evento morte, poichè la condotta dei sanitari fu connotata da perizia, dirigenza e prudenza”.

Soddisfatti i responsabili di Villa Mafalda: “Abbiamo la certezza di aver prestato ogni attenzione per un ospite che abbiamo seguito con cura, attenzione e con apparecchiature mediche e personale altamente qualificato, come normalmente accade per qualsiasi paziente”.

GM