Attivista gay contro Dolce & Gabbana: “Boicottiamoli”

Dolce e Gabbana (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
Dolce e Gabbana (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Il portale di informazione legato alla comunità gay italiana ‘LGBT News Italia’ ha lanciato in queste ore una campagna con tanto di hashtag #BoycottDolceGabbana contro i due stilisti, ritenuti fino a qualche giorno fa delle icone della stessa comunità. Tutto nasce da un’intervista al settimanale ‘Panorama’ in edicola questa settimana a Domenico Dolce e Stefano Gabbana, in cui i due affermano: “La famiglia non è una moda passeggera, è un senso di appartenenza”.

Questa la posizione degli stilisti, oggi contestata dal portale: “Non abbiamo inventato mica noi la famiglia, l’ha resa icona la Sacra Famiglia ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. Per questo non ci convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare loro chi è la madre”.

‘LGBT News Italia’ sottolinea che Dolce & Gabbana sono “coloro che più hanno ricevuto dalla stessa comunità alla quale devono fama e benessere economico. Tanto più, dunque, è insopportabile e doloroso questo attacco intestino”. Quindi si afferma: “Dobbiamo sentirci liberi di scegliere di farci consumatori etici, acquistando da chi sceglie la politica dell’inclusione e restituisce i frutti della propria fama, in primis, alla propria comunità, prendendo parte alla battaglia universale per l’estensione dei privilegi eterosessuali secondo il principio d’uguaglianza e per la promozione dei diritti umani”.

L’editoriale, firmato da Andrea Miluzzo, che è anche l’anima del portale, accusa: “Dopo il nero disposto a prostituirsi per i proseliti del partito più xenofobo d’Italia, La Lega, che eleggendolo come rappresentante del settore immigrazione, chiama quelli come lui bingobongo e orango; dopo l’oscenità della macchietta televisiva Malgioglio che predica alle coppie omosessuali di non baciarsi in pubblico perché ci sono i bambini; dopo la sfacciataggine del prete gay di Bisceglie, accanito sostenitore delle Sentinelle in Piedi, beccato a cercare sesso e orge nelle chat gay – ci hanno defraudati perfino della soddisfazione di poterci ancora stupire di qualcosa”.

GM