Germania: padre tortura il figlio 15enne perché è gay

Gay Germania
(Ozan Kose/Getty Images)

“Sei gay? Ti do fuoco”, sono queste le parole che disse il padre di Nasser El-Ahman mentre lo cospargeva di benzina. Questo è solo uno dei tanti episodi che il 15enne Nasser ha dovuto subire dal padre e dagli zii. Ora i tre uomini, a distanza di tre anni, hanno subito una condanna terribilmente lieve, una semplice multa di 1.350 euro a testa. Lieve perché gli episodi che sono venuti fuori in questa vicenda lasciano davvero senza parole.

Il padre e gli zii, sospettando che il ragazzino fosse omosessuale, iniziarono infatti a torturarlo in qualsiasi modo. Cospargendolo di benzina e minacciandolo con una sigaretta accesa, picchiandolo con tubi di plastica, gettandogli addosso acqua bollente, frustandolo con cavi elettrici. Queste le torture, le botte e le sevizie, senza contare le minacce. Come quella volta che il padre lo minacciò di tagliargli la gola. Fu in quell’occasione che il ragazzino troppo spaventato scappò e si rivolse ai servizi sociali. Ma i tre uomini lo ritrovarono, lo rapirono infilandolo nel bagagliaio dell’auto e partirono. Il loro intento era portarlo in Libano e farlo sposare contro la sua volontà. Furono fermati dai doganieri rumeni che fermarono l’auto al confine con la Bulgaria. Lì finì una parte dell’incubo di Nasser El-Ahman, una parte perché è troppo difficile per lui oggi 18enne, dimenticare le botte, le sevizie, la vergogna durata anni.

In aula ha ascoltato la sentenza in silenzio, mentre i tre imputati non si sono nemmeno presentati. Sulla maglietta aveva una spilla con scritto “Stop omofobia” e poi nonostante la condanna che sa di presa in giro lui si è dichiarato comunque soddisfatto: “Perlomeno sono felice che il mio caso sia arrivato davanti ai giudici”. Oggi il ragazzo non ha più contatti con la sua famiglia e afferma con forza “non voglio reprimere la mia sessualità”.

F.B.