La confessione dell’assassino: “Ogni notte mi sveglio con incubi”

Uomo in manette ( Joe Raedle/Getty Images)
Uomo in manette ( Joe Raedle/Getty Images)

Uccise il cugino nel 2011 perché estenuato dalle sue richieste continue di denaro, poi qualche settimana fa la drammatica confessione; ieri per il 35enne Cosimo Mele, residente nell’aquilano per motivi di lavoro, di fronte a un pericolo di fuga emerso dalle intercettazioni ambientali, reo confesso dell’omicidio del cugino Ivan Regoli, avvenuto nel Salento, sono scattate le manette. Si trattò di un caso di lupara bianca, con il corpo della vittima rinvenuto nell’agosto scorso in fondo a un pozzo dei familiari di Mele.

La piena confessione dell’uomo è sconcertante: “Ricordo che era buio e riuscii a portarlo nello scantinato dove non c’è luce elettrica. Dopo avergli chiesto spiegazioni riguardo a detti episodi, gli diedi uno schiaffo; lui non rispondeva e cercava di scappare, per cui persi completamente la testa e impugnata una livella, dalle dimensioni di circa 60 centimetri, che si trovava sul luogo, la indirizzai nei suoi confronti tenendola per la mano, con il chiaro intento di colpirlo per impedirgli di fuggire; detto colpo tuttavia, benché questa non fosse la mia intenzione, lo attinse in testa”.

Proseguì Mele: “Non era un colpo particolarmente violento e per conseguenza il Regoli si avventò contro di me minacciando di chiamare i carabinieri e di denunciarmi; ne è seguita una colluttazione nel corso della quale vari attrezzi caddero per terra, e nel corso della stessa io impugnai un tubo metallico di quelli che si usano per le andite e gli diedi alcuni colpi, anche in testa. Si trattò di un attimo in cui avevo perso completamente la testa. A un certo punto mi accorsi che il Regoli era rimasto immobile a pancia in giù”.

L’assassino, nel confessare l’omicidio, aveva fatto emergere i propri rimorsi: “Ogni notte mi sveglio con incubi e ho pensato spesso di farla anche finita. E’ per questo che ho deciso di confessare. Non volevo uccidere Regoli, e il tutto è stato frutto dell’impulso del momento che non sono riuscito a controllare”. Intanto però preparava la fuga in Africa.

GM