La Lorenzin dice no ai rimbrosi per la fecondazione eterologa

Festa Dell'Unita' In Bologna
(Roberto Serra – Iguana Press/getty images)

E’ notizia fresca e attuale, ma anche no. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin infatti, ha ribadito, tornando a parlare di fecondazione eterologa durante un forum organizzato all’agenzia di stampa Ansa, che non possono essere previsti pagamenti per le donne che decidono di diventare donatrici di ovuli. Se, infatti, secondo il Ministro i rimborsi per le spese sanitarie sostenute dalle donatrici sono “più che legittimi”, nulla giustifica la loro trasformazione in una retribuzione in cambio della donazione di cellule e tessuti. “Abbiamo una delle legislazioni più civili al mondo su questo punto ha sottolineato il Ministro, ribadendo che l’assenza di un pagamento non significa che i donatori non abbiano diritto ad un rimborso. Noi, ha spiegato Lorenzin, avevamo equiparato il rimborso a quello della donazione di midollo osseo. Ora nella legge di stabilità è stato introdotto il registro, e ora proporremo le nuove linee guida nazionali, che sono quasi pronte, che risolveranno i problemi ancora aperti con le regioni.” Per il momento la disponibilità di ovociti in Italia sembra infatti essere un problema. La situazione è più critica per i gameti femminile che per quelli maschili, tanto che nel mese di gennaio l’associazione Cecos, che riunisce i principali Centri per la fecondazione assistita, sia privati che convenzionati, presenti sul territorio italiano, ha annunciato la partenza dei primi contratti per la collaborazione con banche di gameti europee.

GR