Landini attacca il Pd: “Io urlo, loro cancellano i diritti”

Maurizio Landini (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Maurizio Landini (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Nel corso della conferenza stampa seguita all’incontro a porte chiuse nella sede nazionale della Fiom per il lancio della ‘coalizione sociale’, il segretario del sindacato dei metalmeccanici della Cgil, Maurizio Landini, replica agli attacchi giunti in mattinata dalla convention di Area Riformista, corrente “sinistra” del Pd: “Ho sentito parlare qualcuno di urla per quanto mi riguarda. Io sinceramente sono abituato a discutere di merito più che stare attento ai decibel”. Landini ha ricordato che “una parte del Pd ha votato per la cancellazione dello statuto dei lavoratori”.

Il leader sindacale entra nel merito del suo giudizio sul Partito democratico: “A volte si può non urlare, ma fare qualcosa che è peggiore della urla e peggiorare le condizioni dei lavoratori. Io sto attendo a quello che dicono o fanno. Io inviterei ad avere rispetto delle proposte che si fanno e ricordare che questo parlamento, e in particolare la maggioranza hanno votato la cancellazione dello statuto dei lavoratori”.

Landini ha quindi annunciato che rispetto alla coalizione sociale “l’elemento di novità è che questa azione mette al centro come si realizzano i diritti dei cittadini, a partire dal diritto al lavoro”, inoltre il governo guidato da Matteo Renzi “non ha mai avuto un voto per cancellare lo statuto e i diritti, questo voto non glielo ha dato nessuno”. In coda all’incontro, Gianni Ferrara, giurista ed ex parlamentare, ha spiegato che “non siamo venuti qui per fondare un partito”.

Sulle vicende interne al Pd è intervenuto anche il leader di Sel, Nichi Vendola, a margine dei lavori di Human Factor, in corso a Caserta: “Ho molto rispetto per Bersani tuttavia quella casa, il Pd, è antropologicamente, geneticamente, un organismo modificato ed è una casa antropologicamente cambiata”. Secondo Vendola, con “Renzi si va verso una direzione sbagliata che è quella per cui il nuovo che piace è lo stesso che piace a Confindustria ed è quello che impedisce a Renzi di svolgere il suo ruolo in Europa”.

Quindi accusa ancora: “Il partito della nazione, che evocava Renzi, serviva ad archiviare definitivamente le categorie di destra e di sinistra in modo tale che la lotta politica si svolgesse tra vecchio e nuovo, tra moderno e arcaico, tra veloce e lento, questa è una mistificazione della realtà perchè non tutte le cose vecchie e lente sono brutte e pessime”. Infine sul progetto di Landini: “Giusto che tante sinistre, nel sociale e nella politica, provino a movimentare la scena, a ricordare cosa significa veramente alternativa”.

GM