Cgil: non informati dell’iniziativa di Landini

Susanna Camusso e Maurizio Landini (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Susanna Camusso e Maurizio Landini (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Maurizio Landini lancia la sua “coalizione sociale”, non un partito politico, ma un’iniziativa politica che parta dal sindacato per opporsi alle politiche del governo Renzi. “Io e i lavoratori cambieremo il Paese più di Renzi. La coalizione sociale parte dal sindacato, io devo riunire tutti i lavoratori“, così ha detto ieri il segretario della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici legato alla Cgil, durante l’intervista a Lucia Annunziata nella trasmissione di RaiTre In mezz’ora. Il programma della coalizione è incentrato sulla difesa dei diritti dei lavoratori. “Con Camusso sono tre mesi che ne parliamo, ne abbiamo parlato anche in Cgil”, ha detto Landini alla Annunziata.

In serata però è giunta la smentita da parte della segreteria dalla Cgil, con il portavoce di Susanna Camusso che ha precisato che né il segretario confederale né la segreteria del sindacato erano stati informati dell’iniziativa di Landini e soprattutto non hanno mai espresso alcun appoggio a tale progetto. Doccia fredda, dunque, sul leader della Fiom, che in passato in diverse occasioni si è duramente confrontato con Susannna Camusso.

Landini, comunque, sembra voler andare dritto per la propria strada e ha iniziato a ricevere i consensi di varie parti del mondo politico e della società civile: a partire dalla minoranza del Partito democratico, dal leader di Sel Nichi Vendola e dal presidente di Libera contro le mafie Don Luigi Ciotti.

Il leader della Fiom ha attaccato il premier Matteo Renzi, accusandolo di voler cancellare i diritti. “Per la prima volta dal dopoguerra a oggi – ha detto a In mezz’ora -, per legge, stanno cancellando i diritti e modificando i rapporti di forza. Confindustria e una parte consistente degli imprenditori, con Renzi, stanno operando per cancellare ogni vincolo sociale e stanno cancellando i diritti”. H affermato:”E’ una balla che questo governo ha consenso, tanto che si fa votare le cose mettendo la fiducia. La forza di Renzi deriva anche dagli errori fatti dai sindacati”, ha ammesso: nel Paese “la maggioranza non va a votare, e al governo interessa solo far votare chi vogliono loro”. Sul banco degli imputati c’è il Jobs Act, la riforma del lavoro voluta da Renzi, che il Parlamento ha approvato quasi in bianco alla fine del 2014 e che ora il governo sta scrivendo con i decreti delegati. I primi, su contratto a tutele crescenti e nuova indennità di disoccupazione, sono entrati in vigore a inizio mese. Renzi “sta dividendo il lavoro – ha accusato Landini -, hanno toccato l’art 18, abbiamo fatto delle manifestazioni anche riuscite ma lui se ne è strabattuto”. “Con la Cgil – ha spiegato – abbiamo intenzione di creare un nuovo statuto dei lavoratori e lo faremo raccogliendo le firme per un ddl di iniziativa popolare coinvolgendo anche gli iscritti, decideremo anche per un referendum abrogativo del Jobs Act“. Sulla riunione convocata sabato nella sede della Fiom di Roma, Landini ha tuttavia precisato di non aver sentito Susanna Camusso, “ma sapeva”, ha detto. “Non era presente lei ma un altro della segretaria nazionale e non ha detto nulla in contrario”, ha aggiunto. Il segretario della Fiom ha poi sollevato la necessità di riforma del sindacato: “C’è un problema di riforma anche della Cgil, quello che sta accadendo cambia tutto e anche il sindacato deve cambiare o è fuori”.

Landini ha ribadito che con la sua “coalizione sociale” vuole “riunificare il mondo del lavoro“. Si tratta di “un’ aggregazione sociale con una funzione politica“, ha spiegato, per sconfiggere le iniziative del governo e di Confindustria “che hanno tolto diritti a tutti. Vogliamo mettere insieme tutti i lavoratori dipendenti e autonomi, oggi divisi“. “Il sindacato non deve essere un partito e io non voglio fare un partito e uscire dal sindacato“, ha ripetuto, “ma il sindacato deve essere un soggetto politico“. Coloro che pensano che l’obiettivo sia quello di fare un partito, ha aggiunto il segretario della Fiom, “non stanno capendo nulla di quello che sta succedendo, quelli che stanno in buona fede. Quelli che stanno in malafede pensano che stiamo facendo qualcosa nel loro perimetro, ma io non accetto di giocare nel perimetro che vuole qualcun altro”. “Faccio il sindacalista – ha precisato ancora Landini – e la coalizione sociale parte dal sindacato, io voglio che si riformi il sindacato”.

V.B.