Equitalia, quando l’ipoteca va ko

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(Getty Images)

Equitalia non può ipotecare i beni, se non invia entro cinque giorni la notifica di intimazione di pagamento. Nel caso in cui ciò non accada, infatti, si violerebbe il principio del contraddittorio tra amministrazione e contribuente.

A chiarire il fatto che Equitalia non può ipotecare senza prima avvertire è stata la Corte di cassazione, con la sentenza n. 25561 del 3 dicembre 2014, che – nell’ottica di incentivare il dialogo tra il Fisco ed i contribuenti (spesso mal informati) – ha accolto il ricorso di una signora romana che si era vista iscrivere ipoteca nonostante Equitalia non le avesse inviato alcuna notifica. Le istituzioni hanno dato ragione alla povera signora considerato che “l’iscrizione di ipoteca non preceduta dalla comunicazione al contribuente è nulla, in ragione della violazione dell’obbligo che incombe all’amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale mediante la preventiva comunicazione al contribuente della prevista adozione di un atto o un provvedimento che abbia la capacità di incidere negativamente, determinandone una lesione, sui diritti e sugli interessi del contribuente medesimo”.

Dunque le Sezioni Unite – la sezione più autorevole della Corte suprema di cassazione – hanno dichiarato, in difesa dei contribuenti, che Equitalia, prima di poter iscrivere qualsiasi ipoteca sui beni immobili del povero interessato, deve comunicargli le sue intenzioni, concedendogli un tempo minimo di 30 giorni, perché quest’ultimo possa esercitare il suo diritto di difesa. Diventa pertanto obbligatorio per l’Ente di riscossione instaurate il presentivo contraddittorio endoprocedimentale, a pena di nullità, prima di adottare qualsiasi provvedimento ai danni del contribuente.

Ricordiamo comunque che esiste il divieto di espropriazione dell’abitazione principale in presenza di quattro condizioni: se è l’unico immobile posseduto dal debitore; se l’immobile ha destinazione catastale abitativa; se non si tratta di una casa di lusso, ovviamente non deve appartenere nemmeno alle categorie A8 o A9, rispettivamente ville e castelli; ed infine se il debitore ha la sua residenza anagrafica nell’unità di cui si parla. Allo stesso tempo però ciò non esclude che l’abitazione principale sia ipotecabile in presenza di un debito superiore a 20.000 euro.

BT