Galles: bimbo di 9 anni chiuso in gabbia e gettato nello stagno per punizione

Bambino gabbia
(Jay Directo/Getty Images)

Di punizioni severe se ne sono viste, ma questa supera davvero ogni limite e sfocia nell’umiliazione più totale. L’aggravante è che questo atto così crudele è stato compiuto nei confronti di un bambino di soli 9 anni. La notizia arriva da un villaggio cinese in Galles. I vicini di casa del bambino, il cui nome è Jin Hung,  hanno deciso di punirlo in modo “esemplare” perché a quanto raccontano il piccolo sarebbe entrato nel loro appartamento e avrebbe provato a rubare alcuni oggetti. Dopo essersi introdotti nella sua cameretta per verificare l’effettiva presenza di oggetti rubati,i vicini di casa, una coppia sempre cinese di 35 e 40 anni, hanno così deciso di “vendicarsi” e  lo hanno rinchiuso in una gabbia. Poi lo hanno gettato in uno stagno. Non contenti, hanno chiamato gli altri abitanti del villaggio invitandoli ad insultare il piccolo ladruncolo affinché capisse bene la lezione. I genitori, che secondo le prime testimonianze non si erano accorti subito dell’accaduto, hanno poi chiamato la polizia non appena si sono resi conto di quello che era stato fatto al loro bimbo. Anche se in base alle ricostruzioni il bimbo sarebbe rimasto rinchiuso in gabbia quasi per un giorno intero.

Una vera e propria violenza, una tortura fisica e mentale, una reazione decisamente eccessiva davanti ad un tentato furto di un bambino di 9 anni, una scena che ha avuto ovviamente il suo seguito sui social network dove qualcuno ha postato le foto del piccolo in gabbia. Sui social è scatta l’indignazione per l’accaduto e si è levato un coro unanime di proteste veementi. I vicini ora, anche grazie a quelle foto che hanno testimoniato l’accaduto, sono stati denunciati. Quando il piccolo è stato recuperato dalla polizia che lo ha liberato dalla gabbia era in evidente stato di ipotermia a causa delle basse temperature dello stagno e molto spaventato di fronte a tanta crudeltà.

F.B.