Garlasco, Chiara Poggi uccisa perché “pericolosa e scomoda”

Alberto Stasi (screenshot Youtube)
Alberto Stasi (screenshot Youtube)

Sono state depositate oggi le motivazioni della sentenza d’appello bis per il delitto di Garlasco, che ha visto la corte d’Assise d’Appello di Milano comminare una condanna a 16 anni ad Alberto Stati, per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 nella cittadina in provincia di Pavia. Stasi era stato assolto in primo e secondo grado dalla stessa accusa prima che la Cassazione annullasse l’appello. Non riconosciuta l’aggravante della crudeltà.

Secondo i giudici, il giovane “ha ucciso, perché Chiara era pericolosa. Evidentemente era diventata, per un motivo rimasto sconosciuto, una presenza pericolosa, scomoda e come tale da eliminare per sempre dalla sua vita di ragazzo perbene e studente modello, da tutti concordemente apprezzato”. Al contrario, la vittima “era così tranquilla, aveva così fiducia nel visitatore da non fare assolutamente niente, tanto da venire massacrata senza alcuna fatica, oltre che senza alcuna pietà”.

Scrivono ancora i giudici: “Dopo aver commesso il delitto, l’imputato è riuscito con abilità e freddezza a riprendere in mano la situazione e a fronteggiarla abilmente, facendo le sole cose che potesse fare, quelle di tutti i giorni: ha acceso il computer, visionato immagini e filmati porno, ha scritto la tesi, come se nulla fosse accaduto”. Insomma, Stasi avrebbe tenuto una condotta “fuorviante e finalizzata ad allontanare i sospetti dalla sua persona: ha subito sviato le indagini senza mettere a disposizione degli inquirenti tutto quanto aveva via via interesse investigativo”.

Non è chiaro il movente dell’omicidio, anche i giudici ritengono che la scoperta da parte della vittima di una “passione per la pornografia” da parte del fidanzato avrebbe potuto “provocare discussioni, anche con una fidanzata ‘di larghe vedute”. Inoltre, le modalità dell’aggressione “inducono a individuare l’esistenza di un ‘pregresso’ tra vittima e aggressore, tale da scatenare un comportamento violento da parte di quest’ultimo”.

Stasi è imputato a piede libero in attesa della Cassazione, non registrandosi un pericolo di fuga. Nelle scorse settimane, in un’intervista al Quotidiano Nazionale aveva rivelato di andare spesso a far visita alla tomba di Chiara Poggi: “Mi piace ricordarla nei nostri momenti felici. Quando vado a trovarla al cimitero, le parlo come si fa con una persona a cui si vuole molto bene, ma che non è più qui. Faccio lo stesso con mio padre. La mia vita non è facile. Affronto tutto giorno per giorno, perché sarebbe troppo opprimente per me anche soltanto pensare a ciò che potrei dover ingiustamente affrontare”.

GM