Carabinieri (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Carabinieri (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Italia stritolata dalla corruzione. Ancora un’inchiesta per tangenti, ancora funzionari pubblici arrestati. Nel mirino della magistratura sono gli appalti delle Grandi Opere, dalla Tav all’Expo. Nulla sembra salvarsi nel nostro Paese. L’inchiesta è partita dalla Procura di Firenze che avrebbe scoperto un “articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti ed imprese esecutrici dei lavori“. Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire in un Paese in cui nulla sembra salvarsi dal malaffare.

L’inchiesta riguarda la gestione illecita degli appalti su Tav e Expo di Milano, in particolare, e l’operazione è stata condotta dai carabinieri del Ros. Sono state indagate 50 persone mentre altre quattro sono state arrestate. Tra gli arrestati spicca il nome di Ercole Incalza, ex supermanager al Ministero dei Lavori Pubblici ora consulente esterno. Gli altri a finire in manette sono gli imprenditori Stefano Perotti, Francesco Cavallo e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza. I reati contestati vanno dalla corruzione, all’induzione indebita, alla turbata libertà degli incanti e altri reati contro la Pubblica Amministrazione.

L’inchiesta è partita dalla procura di Firenze, perché, spiega l’agenzia Ansa, tutto è partito dagli appalti per l’Alta velocità a Firenze e per il sotto-attraversamento della città. Poi l’inchiesta si è allargata a tutte le più importanti tratte dell’Alta velocità del centro-nord Italia e a numerosi altri appalti relativi a diverse Grandi Opere, compresi alcuni appalti per l’Expo.

I carabinieri del Ros stanno eseguendo le ordinanze di custodia cautelare dall’alba di oggi, a Roma e Milano. Sono in corso anche delle perquisizioni in diverse regioni d’Italia, in uffici pubblici e sedi di società facenti capo agli indagati.

Il supermanager Ercole Incalza è entrato come dirigente al Ministero dei Lavori Pubblici/Infrastrutture nel 2001 come capo della segreteria tecnica dell’allora ministro del governo Berlusconi, Pietro Lunardi, è poi rimasto al ministero per quattordici anni, attraversando sette governi: è passato attraverso Antonio Di Pietro, ministro alla Infrastrutture del governo Prodi, fino all’attuale ministro Maurizio Lupi, con il governo Letta e ora con il governo Renzi.

Nella conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, il procuratore Creazzo ha smentito che ci siano dei politici tra gli indagati.

V.B.