Via Fani, 37 anni dopo emergono nuove verità

L'agguato di via Fani (AFP/Getty Images)
L’agguato di via Fani (AFP/Getty Images)

Sono passati 37 anni dal sanguinoso attacco terroristico compiuto da militanti delle Brigate Rosse il mattino del 16 marzo 1978 in via Mario Fani a Roma, per uccidere i componenti della scorta di Aldo Moro, denominato all’interno del gruppo armato come operazione Fritz. 55 giorni dopo quell’agguato, che portò al sequestro di Moro, lo statista democristiano venne ritrovato cadavere in via Caetani. Oggi sul luogo della strage si è recato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha deposto una corona di fiori e ha osservato un minuto di raccoglimento dinanzi alla lapide.

Intanto, l’ex ministro Beppe Fioroni, presidente della Commissione Moro, ad Uno Mattina ha spiegato come i ministri Gentiloni ed Orlando, “faranno di tutto per far sì che Alessio Casimirri, uno dei due br di via Fani ancora all’estero, possa rientrare in Italia e pagare il debito con la giustizia perché sa tanto e può dirci tanto del caso Moro”. Fioroni ha aggiunto che “Casimirri deve scontare almeno una parte della sua pena. L’Italia ha fatto tanto e sta facendo ancora tanto per Cesare Battisti. Credo che come debito di verità, si debba agire ugualmente verso uno degli uomini di via Fani”.

Aldo Di Biagio, senatore di Area Popolare e membro della Commissione bicamerale d’Inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, si è detto invece speranzoso che “la Commissione riesca a lavorare superando le difficoltà finora riscontrate, nel rispetto verso la memoria di Aldo Moro e i suoi familiari, ma anche verso tutti coloro che in questi anni hanno perso la propria vita o la vita dei propri cari al servizio delle istituzioni, in una vicenda che ha coinvolto tanti onesti cittadini”.

Nei giorni scorsi, sono state acquisite dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro 17 cassette audio-registrate ritrovate tra i reperti del covo delle Brigate rosse di via Gradoli. Lo ha annunciato il deputato Pd Gero Grassi, componente della Commissione: “Non risulta da nessun atto giudiziario che il contenuto di queste cassette sia mai stato ascoltato e verbalizzato. Da quel che si conosce dagli atti erano 18 le cassette registrate ritrovate nel covo e mai ascoltate: ad oggi ne manca dunque una”.

GM