La deputata 5 Stelle: “Elton John chieda scusa ai lavoratori italiani”

Elton John e David Furnish (Ethan Miller/Getty Images)
Elton John e David Furnish (Ethan Miller/Getty Images)

Intervenendo alla Camera nei giorni scorsi, la deputata del Movimento 5 Stelle, Tiziana Ciprini, se l’è presa con Elton John e la sua posizione favorevole al boicottaggio del brand Dolce& Gabbana, dopo l’intervista dei due stilisti al settimanale ‘Panorama’: “Voglio stigmatizzare il metodo meschino, cioè l’operazione di boicottaggio lanciata dal baronetto inglese Elton John ai danni dei prodotti del gruppo Dolce&Gabbana”.

I due stilisti – dice la Ciprini – sarebbero “colpevoli secondo il baronetto di essere intervenuti in merito al complesso tema dell’intervento della tecnica sulla riproduzione, solo perché non precisamente corrispondente alle sue scelte di vita. Il baronetto, dall’alto della sua agiatezza e dei suoi miliardi, non si rende evidentemente conto di cosa significhi lanciare campagne ricattatorie di questo tipo, col rischio di distruggere interi gruppi aziendali con danni commerciali e ricadute molto gravi sui lavoratori”.

La deputata insiste: “Invece di favorire il confronto e lo scambio di esperienze su questi temi delicati, si usa il metodo del ricatto. Ancora una volta, dopo il caso Barilla, un’altra azienda italiana, simbolo mondiale del made in Italy viene presa guarda caso di mira. Vorrei dire al baronetto che io sto in Commissione lavoro e mi confronto quotidianamente con la piaga della perdita del lavoro, a seguito delle crisi reali e indotte. Ci mancava solo un multimiliardario angloamericano e annoiato, a lanciare fatwe contro le nostre aziende”.

La Ciprini ha quindi concluso: “Ricordo all’inglesino che nove milioni di italiani, di tutte le età, sono in sofferenza lavorativa, secondo gli ultimi dati Eurostat, e che siamo sempre più un Paese colono dei poteri finanziari centrali del nord Europa e statunitensi, che ci stanno riducendo in un popolo di schiavi, pertanto chiedo all’illustre baronetto di chiedere scusa in primis ai lavoratori italiani del gruppo D&G”.

GM