Agrigento, le primarie premiano candidato di centrodestra

Agrigento (Tullio M. Puglia/Getty Images)
Agrigento (Tullio M. Puglia/Getty Images)

E’ polemica ad Agrigento, dove le primarie per la scelta del candidato sindaco del cosiddetto “Patto del territorio” hanno premiato l’imprenditore Silvio Alessi, presidente della squadra di calcio Akragas, considerato vicino al Partito dei Riformisti dell’ex Forza Italia, Michele Cimino, e al parlamentare di Forza Italia Riccardo Gallo. Alessi ha vinto domenica davanti a Epifanio Bellini, segretario del circolo Berlinguer del Pd, all’ex An Peppino De Vita e all’ex Mpa Piero Marchetta, conquistando da solo la metà dei consensi.

L’imprenditore ha chiarito: “Io non sono amico di Forza Italia, sono amico di tutti… E quei politici del Pd che attaccano il Patto del territorio sono solo dei politicanti che in questi anni hanno abbandonato la città di Agrigento e ora hanno il coraggio di parlare…”. Quindi ha ribadito che “la coalizione non è di centrosinistra, è un progetto civico e io mi presenterò con una lista civica. E’ chiaro che mi appoggerà anche il Pd, Articolo 4 e tutti quelli che hanno aderito al ‘Patto per il territorio’. Il Patto comprende anche persone vicine a Forza Italia come altri partiti che fanno parte di questo tavolo. Ma ribadisco che deve essere un progetto amminstrativo per tentare di salvare Agrigento, considerato un malato terminale”.

Ma il neocandidato sindaco sta facendo discutere anche per alcune sue frasi riportate da ‘Repubblica’: “La mafia? Non ne so parlare, non penso sia presente qui. Ad Agrigento ci sono disagio sociale e microcriminalità, questo sì”. Alessi, che guiderà la coalizione “Agrigento 2020”, si troverà a sfidare quasi certamente il candidato di “Noi con Salvini” e deputato della Lega Nord, Marco Marcolin, direttamente da Montebelluna, provincia di Treviso: uno scenario quantomeno inedito, su cui piovono da giorni le polemiche da parte sia di diversi esponenti del Partito Democratico che di Sel, i quali verosimilmente proporranno a questo punto una propria candidatura.

Le polemiche di Sel e Pd

Spiega il deputato regionale del Pd, Fabrizio Ferrandelli: “Il candidato sostenuto da autorevoli esponenti locali e nazionali del Pd ha ottenuto 800 voti, molto meno degli iscritti al partito di Agrigento e solo un terzo dei voti dell’uomo di Berlusconi: basterebbe solo questo per mandare in panchina i protagonisti di questa sconfitta”.

Rincara la dose il deputato Pd Giuseppe Lauricella: “Non ho partecipato alle ‘falsarie’ di Agrigento che, come previsto, hanno dato la candidatura a sindaco ad Alessi di Forza Italia. Complimenti ai vari Gallo e Cimino che hanno approfittato del ‘genio’ dei dirigenti e deputati della provincia. Ma così è un vincere facile. Ora saranno soddisfatti i dirigenti’ Pd con due candidati del centrodestra. Si è consumata una assurdità politica. Ma chi non ha condiviso l’imbroglio non rinuncerà a sostenere un candidato che guardi all’interesse di Agrigento e non agli interessi politici personali”.

Anche Erasmo Palazzotto, deputato di Sel, è duro sull’investitura di Alessi: “Non ho sentito in questi giorni molte voci indignate nel Partito democratico siciliano, al massimo quella di qualche dirigente di minoranza intento a criticare chi fa altre scelte per dare prova di affidabilità. In una città come Agrigento, umiliata e mortificata da classi dirigenti pessime che hanno dato vita alla fiera del trasformismo, non si può far finta di niente agli iscritti del Pd chiedo di ribellarsi, di alzare la testa e di riconquistare la dignità e la moralità della politica”.

Il caso Enna

Nel Pd intanto diventano un caso anche le comunali a Enna, dove sembra fatta per il ritorno in politica di Vladimiro Crisafulli, che già il comitato dei garanti “democratico” giudicò “impresentabile” nelle liste elettorali per il Senato nel 2013. Contro l’ipotesi di una sua candidatura, il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta: “Si può far finta che Crisafulli si possa candidare a sindaco di Enna e guai a porre il problema tanto poi il tema per un politico è ottenere consensi. Del resto, con molta fatica il mio partito sopporta il fatto che io sia diventato presidente della Regione Sicilia e anche qualche attestato di solidarietà a livello nazionale ogni tanto farebbe bene”.

Crisafulli è stato rinviato a giudizio per concorso in abuso d’ufficio assieme a due dipendenti della Provincia di Enna. Era accusato di aver ottenuto la pavimentazione di una strada comunale che porta alla sua villa a spese della Provincia di Enna, reato poi prescritto nel gennaio 2014.

GM