Il Pd ammette: “Ostia prigioniera della malavita”

Arresti a Ostia (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Arresti a Ostia (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Dopo le dimissioni del presidente del X Municipio, Andrea Tassone, non si placa il dibattito intorno a quanto accade sul litorale romano di Ostia, sempre più sotto scacco del potere criminale. In un’intervista a Radio Città Futura, il senatore Stefano Esposito, commissario del Pd a Ostia, ha denunciato: “Mettendo le mani su Ostia, mi sono reso conto che il più grande municipio di Roma è totalmente prigioniero di famiglie malavitose e che tutto questo è un fenomeno degli ultimi 15 anni. Mi domando dov’è stata la politica fino ad oggi e mi rendo conto che ancora oggi è fortemente assente”.

“Solo con la presenza fisica della politica si combatte la pervasività di un malaffare che si percepisce. A Ostia non stiamo parlando di una malavita fatta di gentiluomini, essere intimoriti è più facile di quello che si pensa”, ha aggiunto Esposito, commentando poi: “La verità è che Ostia è un grande problema nazionale e fino ad oggi non è stato vissuto come tale. Non mi posso stupire se gli amministratori di Ostia del mio partito tradiscono un po’ di preoccupazione”.

Esposito ha concluso: “Non è pensabile che un territorio come Ostia, con quel livello di infiltrazione, abbia una presenza così ridotta delle forze dell’ordine, ho già detto a Orfini e Sabella che una parte delle forze dell’ordine e dei militari che sono stati mandati a Roma, vanno mandati a Ostia. C’è un territorio da andarsi a riprendere”. Poi, ai microfoni di Radio Cusano Campus,  l’emittente dell’Università Niccolò Cusano, ha aggiunto: “Ostia lasciata in mano alla criminalità organizzata. Comandano le solite famiglie, che sono entrate anche in Municipio. Spada è ai domiciliari, ma gira libero e indisturbato”.

Non solo mafia

Questa la denuncia di Esposito in merito: “La famiglia Spada, con la sua capacità di intimidazione, è entrata in Municipio e ha ottenuto concessioni, intestate a dei prestanome.  Le famiglie Spada, Fasciani e Triassi  hanno utilizzato la struttura amministrativa del Municipio X per fare gli affari propri e lo hanno fatto con la logica dell’intimidazione”.  A Esposito fa eco l’ex-presidente della Commissione Servizi Sociali e Sport del X Municipio Giovanni Zannola: “E’ vero, a Ostia c’è la mafia, lo dicevamo già dieci anni fa, quando gran parte della classe politica non ne era ancora consapevole o, peggio, non aveva il coraggio di ammetterlo. Ostia e il X Municipio, però, sono anche molto altro: associazioni, persone, comitati, bloggers, rappresentanti politici di vari schieramenti, imprenditori, dipendenti pubblici che non sono né mafia né malaffare, ma la risorsa migliore con la quale costruire le basi per il futuro”.

Protesta di CasaPound

In un clima estremamente teso, dopo che nella giornata di ieri il minisindaco Tassone ha ratificato le dimissioni, arriva la protesta di CasaPound: “Non accetteremo alcun commissariamento calato dall’alto, né tantomeno l’amministrazione diretta del sindaco Marino o di delegati: si deve andare subito al voto come previsto dai regolamenti”, ha sostenuto il responsabile di Ostia, Luca Marsella, che un manipolo di attivisti ha occupato il Municipio.

“Non abbiamo intenzione di lasciare l’aula se non ci saranno certezze” – ha proseguito Marsella – “Invitiamo i comitati di quartiere, sempre ignorati da Tassone, e i partiti di opposizione, finora colpevolmente incapaci di contrastare un’amministrazione disastrosa a sostenere fisicamente l’occupazione dell’aula e la richiesta di elezioni immediate”.

GM