Giallo ad alta quota: c’era un’esperta del Pentagono a bordo del Airbus A320

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Pentagono  (Photo by Alex Wong/Getty Images)
Pentagono (Photo by Alex Wong/Getty Images)

Un’esperta americana di sicurezza e guerre elettroniche a bordo dell’Airbus A320 precipitato in Francia. Yvonne Selke, 58 anni, originaria di Nokesville, era un dipendente di una società di contractor del Pentagono specializzata in difesa e intelligence. Fondata nel 1914, è divenuta nota per aver supportato durante la Seconda Guerra Mondiale la Marina militare statunitense.

Ora l’azienda, che deve il 99% delle entrate ai contratti con il governo Usa, si occupa di costruire reti telematiche in grado di bloccare hacker e spionaggio (industriale e militare), satelliti e mappe geospaziali. Ha elaborato sistemi per intercettare segnali “nemici” e capire da dove provengono. Lavora pure con l’Aeronautica, l’Esercito, il Pentagono, la Nasa, i ministeri dell’Interno e dei Trasporti. In questo ambiente, dove l’alta tecnologia fa la differenza, operava da 23 anni Yvonne Selke. Una donna importante, una manager. Tanto che la notizia della morte è stata data da Jen Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato, che ha confermato la presenza di tre cittadini americani sul volo Barcellona-Düsseldorf. Yvonne era in compagnia della figlia Emily, 22 anni, laureata alla Drexel University nel 2013. «Tutta la nostra famiglia è profondamente addolorata per la loro scomparsa», ha affermato il marito, Raymond Selke. «Era una persona meravigliosa», raccontano i colleghi sottolineando la delicatezza degli incarichi svolti: «Lavorava nell’ambito della missione geospaziale che coordina per il Pentagono la mappatura via satellite della Terra».

Che ci faceva Selke su quell’aereo? Ufficialmente era in viaggio con la figlia. A Düsseldorf comunque c’è un ufficio della sua società. Nessuno conferma che stesse andando proprio lì. Certo è che in un’Europa dove spirano venti di guerra, con la crisi Ucraina che ha catapultato nei Paesi Nato più di mille carri armati e mezzi blindati statunitensi per le esercitazioni in corso gli Alleati, per qualcuno il viaggio dell’addetta alle mappe satellitari del Pentagono non è un caso. Come per molti non era un caso che sul volo MH 370 della Malaysia Airlines, decollato l’8 marzo 2014 da Kuala Lumpur e mai arrivato a Pechino, ci fossero venti ingegneri della Freescale Semiconductor. Società americana produttrice di semiconduttori con sede ad Austin, in Texas, e filiali in 19 paesi, tra cui Malesia e Cina. Presso la sede di Suzhou lavoravano quattro di questi ingegneri, tutti cinesi, autori di un recentessimo e segretissimo brevetto nel campo dell’elettronica. La scomparsa del Boeing 777, avvenuta un’ora dopo il decollo, ha fatto sì che i 227 passeggeri e i 14 membri dell’equipaggio siano stati dichiarati morti. Così ora i titolari del brevetto top secret non sono più gli ingegneri specializzati in guerra elettronica ma il committente per cui l’avevano realizzato. A bordo del volo MH 370 c’era pure un ingegnere dell’Ibm: Philip Wood, 51 anni, texano, appena trasferito dalla multinazionale proprio in Malesia. A lui è stata attribuita una fantomatica foto «nera» inviata qualche giorno dopo la scomparsa del B777 con longitudine e latitudine che riportano alle isole Chagos, l’atollo dove si trova la base Usa di Diego Garcia. Dove sarebbe finito, senza conferme però, il volo Kuala Lumpur-Pechino.

MD