La denuncia del senatore: “Qui in tanti sniffano”

Barani
Il senatore Lucio Barani (YouTube)

Aveva fatto parlare di sé nei giorni scorsi per dei provocatori emendamenti in cui chiedeva la fucilazione in piazza per corrotti e corruttori, oggi il senatore Lucio Barani, già sindaco di Aulla, uno di quelli nostalgici del socialismo craxiano tanto da portare ancora il garofano rosso come fiore all’occhiello, alimenta di nuovo il dibattito politico con una nuova provocazione, intervistato dal quotidiano ‘Libero’: “C’è gente che soffre di cretinismo politico, poi tira di coca e viene in Aula a blaterare”.

Barani si riferisce ai suoi colleghi senatori e rincara la dose: “Ce ne sono tanti. Io sono medico, ho fatto diagnosi per molti anni. Basta che li guardi negli occhi, so riconoscere le pupille di chi sniffa. Poi chiedono la parola e parlano a sproposito”. Puntuale e preciso il riferimento a chi sniffa di più: “Quelli di nuova formazione, dove dilaga il cretinismo politico. La colpa non è solo della impreparazione, ma anche dell’assunzione di sostanze stupefacenti”.

Quindi il senatore, il quale afferma di parlare “per parabole, come nostro Signore”, è tornato sulla questione delle fucilazioni in piazza: “Se la corruzione è di così grave allarme sociale fuciliamo tutti i corrotti, no? Come si faceva con i briganti, torniamo indietro di 150 anni. La mia era una presa in giro per dire che i processi dobbiamo farli subito, su-bi-to! Non possiamo lasciare uno venti anni a bagnomaria, scherziamo? È anticostituzionale”.

Barani ne ha anche per il presidente del Senato, Pietro Grasso: “Non è adatto alla politica. Ha fatto il magistrato, quindi è abituato solo a emettere sentenze. E non è in grado di capire quali sono i mali del Paese, la diagnosi e la cura. Il suo ddl anticorruzione aumenta le pene e non risolve niente”. Secondo il senatore, Grasso non ha lavorato bene nemmeno a capo della Dda: “La mafia non l’ha sradicata, anzi è più viva che mai. Di sicuro combina disastri ogni volta che presiede l’aula, perché gli mancano le basi politiche”.

GM