Malavita a Ostia, le minacce viaggiano su Facebook

Ostia, lotta alla malavita (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Ostia, lotta alla malavita (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Nell’era dei social network, succede che Roberto Spada, insegnante di pugilato ma soprattutto fratello di Carmine Spada, attualmente in carcere per estorsione con aggravante mafiosa e considerato uno dei capiclan di Ostia e del litorale romano, scriva su Facebook: “A noi er sorriso nun ce lo leva nessuno. Con le vostre feci lavatevece la faccia”. Frase che il senatore del Partito democratico, Stefano Esposito, mandato da Renzi a commissariare il litorale romano, ha ritenuto fossero rivolte a lui, in quanto appena qualche giorno fa aveva denunciato pubblicamente: “La famiglia Spada, con la sua capacità di intimidazione, è entrata in Municipio e ha ottenuto concessioni, intestate a dei prestanome”.

Il senatore Pd ha dunque replicato alle minacce, sempre via Facebook: “Questa mattina vi voglio presentare la famiglia Spada di Ostia. Il clan Spada dal 1998 finisce in inchieste per usura estorsione e traffico di stupefacenti. Oggi il capo clan Carmine è in carcere per estorsione con aggravante mafiosa. Il cugino Armando per corruzione con aggravante mafiosa. Il nipote Enrico per spaccio. Il nipote Ottavio a giudizio per tentato omicidio plurimo. Il fratello Roberto, autore di un post di insulti, attuale reggente del clan è indagato per minacce”.

Esposito chiosa dunque: “Se il Sig. Roberto Spada crede di spaventarmi con i suoi metodi da guappo si sbaglia. Il suo sorriso sparirà sotto i colpi della legge, come avvenuto per il resto della sua famiglia. Noi del Pd daremo una mano alla giustizia”. Solidarietàa al senatore da parte di Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd: “Teniamo la guardia alta contro la criminalità organizzata che cerca di imporre la sua legge anche sul litorale romano. Non ci fermiamo e andiamo avanti convinti che simili reazioni siano indice del buon lavoro che stiamo facendo anche a Roma con Matteo Orfini”.

Solidale anche il vicesindaco di Roma Luigi Nieri, che evidenzia: “Un tempo gli avvertimenti mafiosi erano sotterranei, nascosti. Adesso, invece, è tale l’arroganza di queste persone che si trasmettono pubblicamente su Facebook. Atteggiamenti come questi vanno respinti con sdegno e ribrezzo da tutta la parte sana della nostra società”. Aggiunge l’amministratore: “E’ necessaria la ribellione del tessuto cittadino sano del Litorale e devono essere coinvolti tutti. Le forze politiche della maggioranza che governa Roma devono fare uno scatto in avanti e coinvolgere l’associazionismo, che rappresenta l’antimafia sociale, e tutti i cittadini. Quel territorio non sarà lasciato marcire in mano ai clan. Le loro minacce non spaventano nessuno”.

GM