In manette il figlio del rom ucciso da Stacchio

Sit-in di solidarietà per Stacchio (screenshot Youtube)
Sit-in di solidarietà per Stacchio (screenshot Youtube)

E’ stato arrestato Alan Cassol, figlio del nomade 41enne Albano Cassol, ucciso da Graziano Stacchio, il benzinaio residente nel vicentino che ai primi di febbraio esplose alcuni colpi di fucile contro dei malviventi che tentavano di rapinare una gioielleria vicino al suo chiosco. Il giovane è stato arrestato insieme a sei complici, tutti giovanissimi, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto, nel corso di un’operazione condotta dai carabinieri nel nucleo operativo radiomobile di Conegliano, guidati dal capitano Salvatore Gueli e dal Tenente Sandro Volpini, con il coordinamento del sostituto procuratore Massimo De Bortoli.

Nell’illustrare i risultati dell’operazione, il colonnello Ruggiero Capodivento, comandante provinciale dell’Arma, ha commentato: “Tutti molto giovani ma anche molto aggressivi nonostante solo alcuni di lavoro abbiano qualche precedente di polizia e nessuno sia mai stato in carcere. Ma capaci di organizzarsi in un sodalizio finalizzato ad assaltare bar e sale slot con colpi frequenti, a volte addirittura ripetuti a danno delle stesse vittime”.

Una decina i colpi attribuiti finora alla banda, ma si indaga su altri episodi nella zona tra il Coneglianese, la Castellana e Treviso. L’operazione contro la banda di “giostrai” è stata denominata “All-In”, poiché principale obiettivo del sodalizio criminale erano le sale slot della zona. Secondo quanto trapela, dopo la morte di Albano Cassol, i colpi si sarebbero intensificati. “In galera per furto anche figlio del ‘nomade’ ucciso da Graziano Stacchio. C’è ancora chi difende i Campi Rom?”, ha commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

GM