Ustica, lo Stato non vuole risarcire le vittime

Il Dc-9 dell'Itavia (foto Piergiuliano Chesi, licenza CC-BY-SA-3.0)
Il Dc-9 dell’Itavia (foto Piergiuliano Chesi, licenza CC-BY-SA-3.0)

L’avvocato dello Stato Maurilio Mango ha chiesto alla Corte d’appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica del 27 giugno ’80: quel giorno – come noto – un Dc-9 dell’Itavia partito da Bologna e diretto a Parlemo si inabissò nei pressi dell’isola a nord della Sicilia, uccidendo tutti e ottantuno gli occupanti del velivolo. Secondo quanto riferisce l’Ansa, l’avvocatura dello Stato ha chiesto il rigetto per prescrizione o infondatezza e di porre a carico dei familiari il ”pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito”.

A ottobre, il giudice monocratico Sebastiana Ciardo aveva condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire 14 familiari ed eredi di Annino Molteni, Erica Dora Mazzel, Rita Giovanna Mazzel, Maria Vincenza Calderone, Alessandra Parisi e Elvira De Lisi. A inizio marzo, medesimo risarcimento per quattro familiari di Gaetano La Rocca. Nella sentenza della Cassazione del gennaio 2013, venne ordinato il risarcimento dei danni nei confronti dei familiari delle vittime per non aver garantito, con congrui controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli, vanificando la tesi della prescrizione.

In un’altra occasione, nel giugno 2013, Palazzo Chigi fece sapere che “il governo non ha intenzione di impugnare per revocazione la sentenza definitiva con cui la Cassazione ha condannato lo Stato a risarcire i familiari delle vittime di Ustica. Questa determinazione” – prosegue il comunicato della presidenza del Consiglio – “è motivata da ragioni giuridiche, in quanto un ricorso per revocazione in questa situazione processuale potrebbe apparire meramente dilatorio ed esporrebbe lo Stato a ulteriori spese. Ma soprattutto è motivata da ragioni di ordine etico, per il dovuto rispetto alle vittime e ai loro familiari”.

Attacca l’avvocato delle vittime, Vincenzo Fallica: “L’avvocatura dello Stato continua a mantenere un atteggiamento dispersivo, soffermandosi ulteriormente su un percorso che avrebbe dovuto già essere abbandonato e non proseguito. Tale condotta è definibile affermando che si vuole depistare perfino il depistaggio che ha determinato la inutile e sterile perdita di tempo. Provvederemo ad eseguire le sentenze già emesse, visto il mancato risultato della richiesta fatta al Governo di sederci ad un tavolo per raggiungere una transazione in armonia a principi di solidarietà sociale previsti dall’art 2 della costituzione”.

GM