Tsipras delude ancora l’UE

Tsipras
Il premier ellenico Alexis Tsipras (Aris Messinis/Getty Images)

La Grecia è stata respinta di nuovo. Sebbene la settimana scorsa l’incontro avvenuto a Berlino tra la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il primo ministro ellenico, Alexis Tsipras, avesse dato nuove speranze, un accordo ancora non c’è. La cancelliera aveva espressamente sottolineato quanto fossero importanti le riforme, senza le quali nulla si sarebbe mosso. Le riforme sono arrivate, 26 pagine di documento per l’esattezza. Ma non bastano. Così il Governo di Atene ora rischia di arrivare al 9 aprile senza i 450 milioni che le servono per rimborsare il Fondo Monetario internazionale e gli altri 3 miliardi necessari invece per rinnovare i titoli di stato. Le trattative, però, rimangono comunque aperte nella capitale greca ed entro fine mese – forse il 24, data del prossimo Eurogruppo – si dovrebbe arrivare finalmente a qualche risultato.

Da parte sua Atene non vuole farsi vedere debole e continua fiera sulla sua strada. Addirittura, ieri il portavoce Gabriel Sakellaridis avrebbe detto – in netto contrasto con quanto poco prima affermato dal ministro degli interni Nikos Voutzis -: “Non avremo difficoltà a onorare i nostri impegni con l’Fmi”. Eppure le casse dello stato sono vuote. Da dove li prenderanno i greci questi soldi? Secondo indiscrezioni il Governo dovrebbe essere riuscito a raggiungere la cifra dopo aver pregato, e convinto, alcuni fondi pensioni e realtà pubbliche a smobilizzare le loro riserve per aiutarli in questo momento di crisi assoluta, in attesa che qualcosa si smuova a livello europeo.

Il documento contenente le riforme, che la Grecia ha presentato a Bruxelles, è stato mostrato in anticipo al Financial Times che ci racconta come il testo contenga la previsione di 6 nuovi miliardi di entrate e spese in merito alle azioni volte a combattere la crisi umanitaria. Nel progetto ritorna a bomba la lotta contro l’evasione fiscale e le nuove tasse sulla lotteria che permetteranno l’entrata nella casse – teoricamente – di 600 milioni. Questi interventi saranno mirati anche a far sì che venga reintrodotto il salario minimo.

BT