Di Maio (M5S): serve Procura nazionale anticorruzione

Luigi Di Maio (Foto dal profilo facebook)
Luigi Di Maio (Foto dal profilo facebook)

A seguito del susseguirsi degli scandali per tangenti e corruzione che nelle ultime settimane hanno affollato le cronache, dalle Grandi Opere al metano a Ischia, il vicepresidente della Camera del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha sollevato la necessità dell’istituzione di una Procura nazionale anticorruzione. Una procura che si occupi solo dei reati di corruzione e che coordini a livello nazionale tutte le indagini che riguardano questi reati. Perché, ha rilevato l’esponente dei 5 Stelle, c’è un collegamento, una sorta di “filo rosso”, tra politici corrotti, criminalità organizzata e sistema delle cooperative. Di Maio ha accusato: dove c’è corruzione politica, c’è sempre una cooperativa “rossa”. Un’affermazione che gli ha procurato una denuncia da parte di Legacoop.

Ieri, Di Maio ha incontrato i magistrati della Procura di Napoli, che ora stanno seguendo il caso delle tangenti ad Ischia che hanno portato all’arresto del sindaco dell’isola Giuseppe Ferrandino e di alcuni dirigenti della Cpl Concordia, importante cooperativa modenese. Il deputato ha consegnato loro un dossier con le interrogazioni e gli atti parlamentari del Movimento 5 Stelle sulla corruzione e ha avanzato loro la proposta della Procura nazionale anticorruzione. Di Maio ha detto ai giornalisti che lo aspettavano all’uscita della Procura di Napoli: “Non siamo un nuovo partito delle procure. Siamo venuti a chiedere al procuratore di Napoli di mettere sotto i riflettori le relazioni sempre più fitte tra mondo delle cooperative, la criminalità organizzata e i fenomeni di corruzione. La verità è che non esiste una procura nazionale che si occupi dei fenomeni di corruzione. Se esistesse dovrebbe seguire il filo conduttore o delle cooperative o dei reati di corruzione per riuscire a trovare i più grandi scandali in Italia legati alle tasse dei cittadini che vanno in tangenti o in sprechi“.

“È inquietante – ha aggiunto Di Maio – la rete che si crea sempre tra le stesse cooperative… Mose di Venezia, Expo, inchiesta di Firenze, Mafia Capitale, adesso Ischia e si sta spostando in Puglia”. “Per noi ormai è un sistema nazionale mafioso e corruttivo che deve essere affrontato con un coordinamento delle inchieste cercando di mettere insieme questi tasselli”, ha concluso.

In un’intervista alla Stampa il vicepresidente della Camera dei Cinque Stelle ha ribadito: “Serve una procura nazionale anticorruzione, perché il vero limite di queste indagini è che vengono gestite come casi isolati. Mentre ci sono sempre le stesse cooperative, sempre le stesse organizzazioni e sempre gli stessi partiti. La maggioranza delle cooperative sono realtà economiche che fanno grande questo Paese. Però in tutti i casi eclatanti di corruzione c’è una cooperativa di mezzo. E’ una coincidenza che va considerata”.

Di Maio ha poi precisato che l’iniziativa di recarsi alla Procura di Napoli per consegnare il dossier con le interrogazioni e gli atti parlamentari del Movimento 5 Stelle, atto a dimostrare l’esistenza di un “sistema” corruttivo, non costituisce un’invasione di campo del potere legislativo in quello giudiziario. “Lo sarebbe se andassi da un giudice a dire cosa fare in un’inchiesta”, ha sottolineato. Il deputato ha spiegato che “è stato il procuratore nazionale antimafia Roberti a proporci degli impulsi di indagine dopo il nostro incontro. Tra l’altro è un’accusa offensiva per la magistratura. Io ho fatto solo quello che doveva fare il Pd in questi anni“, ha aggiunto.

Questa mattina sulla sua pagina facebook Luigi Di Maio ha scritto: “Che giornata quella ieri: il Pd ha provato a bloccarmi mentre andavo in tribunale e Legacoop mi ha querelato. E’ il segnale che siamo sulla buona strada. Andiamo avanti!“.

V.B.