G8 Genova, la richiesta: “Ora si introduca il reato di tortura”

Donna ferita al G8 (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Donna ferita al G8 (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per i fatti risalenti al G8 di Genova del 2001 e nello specifico per le violenze compiute la notte del 21 luglio dalle forze dell’ordine durante l’irruzione alla scuola Diaz, da diversi esponenti del mondo politico italiano – in particolare da centrosinistra e Movimento 5 Stelle – vi è l’invito alla riflessione sulla necessità di introdurre nel nostro codice penale il reato di tortura.

Ha commentato Emanuele Fiano, capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali della Camera e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico: “Una moderna democrazia europea non può permettersi di rimanere indifferente. Per questo stiamo per introdurre nell’ordinamento italiano il reato di tortura intesa proprio come dolo specifico e aggravante per chi usa violenza in modo ingiustificato o per estorcere dichiarazioni e infliggere punizioni. Con questa legge, che inizieremo a votare in settimana, vogliamo anche ricomporre quel vulnus che sono stati i fatti di Genova per il nostro stato di diritto”.

Il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni rileva: “Strasburgo ci dice: fate la legge contro la tortura. E noi aggiungiamo anche quella che permette l’identificazione degli agenti attraverso un codice. E’ da anni che aspettiamo che l’Italia si doti di una legge che introduca il reato di tortura nel nostro ordinamento e il testo approvato dal Senato e ora all’esame dell’Aula di Montecitorio non è sufficiente perché non fa della tortura un reato proprio”.

Aggiunge Marta Bonafoni, Consigliera Sel alla Regione Lazio: “Si tratta di una sentenza che rende ancora più evidente l’esigenza di una norma nazionale sul reato di tortura e sugli strumenti identificativi, a cui il Parlamento è chiamato a rispondere al più presto senza ulteriori rimandi ed esitazioni”. Si sfoga su Facebook Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio: “Genova fu una mattanza per mano delle forze dell’ordine e delle istituzioni complici. L’Europa condanna l’Italia per le torture praticate nella scuola Diaz. Sapevano tutti, sapevamo tutti, perchè l’abbiamo visto e vissuto, perchè è detto nelle inchieste. Ma questa verità trova cittadinanza formale in Europa, mentre da noi continua ad essere un punto di vista politico e ‘fazioso’, mentre da noi i responsabili materiali o morali di quelle torture sono a piede libero o in carriera”.

La posizione del Movimento 5 Stelle

I membri M5S della commissione Giustizia sentenziano: “L’odierna condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per il reato di tortura in merito ai fatti di Genova G8, consegna l’Italia alla lista dei Paesi non democratici. E’ una vergogna che ad oggi non ci sia un reato di tortura, ma sarebbe ancora più vergognoso concludere una legge inefficace come quella formulata con l’attuale testo che presto verrà votato alla Camera”.

I pentastellati lanciano una proposta: “Proponiamo che i nostri emendamenti vengano accolti per avere da una parte una legge efficace verso uno dei crimini più odiosi, e dall’altra parte per dare un segno di unità delle forze politiche su un reato che non ammette divisioni, specie dopo l’accettazione non facile, da parte del M5S, della formulazione del reato comune con aggravante, rispetto a quello del ‘doppio binario’, formulata dal Professor Padovani”.

Il commento di Haidi Giuliani

La sentenza è stata commentata anche da Haidi Gaggio Giuliani, la madre di Carlo Giuliani, il giovane ucciso a Genova, in piazza Alimonda, nel corso degli scontri tra manifestanti e polizia il 20 luglio 2001: “I fatti della Diaz  fecero emergere con evidenza l’uso di un ‘sistema Genova’, cioè la criminalizzazione di chi protesta, che ancora oggi viene usato spesso come dimostrano i fatti di Niscemi e della Val di Susa. Le mamme di Niscemi che protestano contro il Muos sono state picchiate e adesso hanno avuto dal tribunale ragione perchè il Mous non poteva essere installato in Sicilia”.

“Il ‘sistema Genova’ viene usato anche in Val Susa dove i cittadini che si oppongono a un’opera assolutamente inutile, se non ad arricchire i soliti noti, vengono criminalizzati” – ha proseguito Haidi Giuliani – “Quelli che protestano, vecchietti, sindaci, residenti, vengono assaliti, denunciati, picchiati e dovranno pagare cifre esorbitanti per i danni. Salvo che, tra dieci anni, salterà fuori che l’opera è inutile e dannosa. E badate, non è vero che si dice solo no. In Val Susa ci sono molte proposte alternativi”.

GM