Partito democratico (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Partito democratico (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

L’Italicum, la riforma della legge elettorale, approda in commissione Affari costituzionali alla Camera, ma all’interno del Partito democratico rimangono le divisioni. Il premier e segretario del partito Matteo Renzi preme per una rapida approvazione, mentre la minoranza dem chiede modifiche al testo di legge, visto che il Patto del Nazareno con Berlusconi è saltato e non sussistono più le condizioni per mantenere le richieste fatte all’epoca dal leader di Forza Italia, come quella dei capilista bloccati. Renzi però non ne vuol sapere di rimettere mano al testo di legge e tornare in Senato, dove i numeri a disposizione della sua maggioranza sono inferiori, per una nuova approvazione. La minoranza del Pd, però, insiste e l’iter alla Camera, anche se non dovrebbe essere lungo, si annuncia pieno di ostacoli. L’Italicum dovrebbe arrivare all’Aula di Montecitorio il prossimo 27 aprile per il voto finale.

Nel frattempo, Alfredo D’Attorre, esponente dell’ala bersaniana della minoranza del Pd, ha messo in guardia Renzi sull’eventualità di ricorrere al voto di fiducia. “Renzi deve sgombrare il campo dall’ipotesi della fiducia sulla legge elettorale, cosa che sarebbe uno strappo politico e istituzionale; sarebbe un atto di mancanza di rispetto verso il Parlamento e le sue prerogative”.

Il capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza, che appartiene all’Area Riformista del partito, quella più dialogante, ha lanciato un appello a tutto il suo gruppo parlamentare affinché nei prossimi giorni “non si chiuda il confronto” sulla riforma elettorale. L’appello è stato messo a punto con i deputati Cesare Damiano e Nico Stumpo. L’obiettivo è quello di evitare lo scontro e di invitare Renzi ad accogliere alcune modifiche al testo della legge, ma la richiesta moto difficilmente verrà accolta, mentre le tensioni rimangono. Il vice-segretario del Pd Lorenzo Guerini ha detto chiaramente che l’Italicum non deve essere modificato alla Camera, ma deve finalmente diventare legge.

L’iter della legge, che prende avvio oggi pomeriggio alla Camera, prevede l’illustrazione del provvedimento da parte del presidente della Commissione Affari Costituzionali nonché relatore del testo, Francesco Paolo Sisto. Quindi, l’ufficio di presidenza dovrà redigere il calendario, che comunque non potrà che essere pieno di sedute, visto che i giorni a disposizione sono pochi. I tempi stretti potrebbero accentuare i contrasti interni al Pd.

In Commissione Affari Costituzionali sono presenti alcuni dei più importanti esponenti della minoranza dem, come Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Gianni Cuperlo e Alfredo D’Attorre, che potrebbero dare filo da torcere alla legge e addirittura bloccarla se i loro voti fossero contrari, insieme a quelli delle opposizioni.

V.B.